Elly Schlein, segretaria del PD, ha espresso preferenza per una vittoria di Kamala Harris negli Stati Uniti e ha attaccato il governo italiano per quella che definisce “una manovra recessiva” e una sanità sempre più orientata al profitto. Durante un’intervista a Che Tempo Che Fa, ha ribadito la necessità di un centrosinistra compatto per contrastare la destra, lodando il Pd per aver evitato inutili polemiche tra le opposizioni.

Sul fronte interno, Schlein è stata chiara nel ribadire il limite del Pd ai due mandati, bloccando così il tentativo del governatore campano Vincenzo De Luca di candidarsi per una terza volta. “Il Pd non sosterrà presidenti uscenti per un terzo mandato, né in Campania né altrove,” ha dichiarato Schlein, segnalando l’intenzione di mantenere una linea di rinnovamento a livello nazionale.

In vista delle imminenti elezioni regionali in Umbria ed Emilia-Romagna, Schlein punta a ricostruire la fiducia degli elettori di sinistra, specie quelli che si sono astenuti. Sebbene il Movimento 5 Stelle (M5S) si sia dimostrato cauto riguardo a un’alleanza formale, Schlein ritiene che la convergenza su temi comuni possa essere una via percorribile, anche in mancanza di un accordo ufficiale.

In parallelo, Matteo Renzi di Italia Viva (IV) ha lanciato un appello per includere i centristi nel progetto di centrosinistra, sottolineando che le divisioni interne sono il vero punto di forza della destra di Giorgia Meloni. Anche il presidente del Pd, Stefano Bonaccini, ha espresso fiducia nella capacità del centrosinistra di vincere in Umbria e in Emilia-Romagna, a patto che si evitino veti e divisioni.

Goffredo Bettini, influente dirigente del Pd, ha appoggiato l’idea di Schlein di costruire un’alleanza ampia e inclusiva per combattere l’astensionismo. Tuttavia, questa visione non ha convinto tutti: Enrico Borghi di Italia Viva ha criticato Bettini, definendo la sua proposta come una “tattica veterocomunista” in stile anni del Partito Comunista.