Il primo razzo orbitale lanciato dall’Europa continentale, lo Spectrum, è esploso pochi secondi dopo il decollo dalla base spaziale norvegese di Andøya, nell’Artico. Lo Spectrum, un razzo a due stadi sviluppato dalla startup tedesca Isar Aerospace, ha iniziato a oscillare, si è capovolto e si è schiantato in mare con una forte esplosione. Fortunatamente, non si registrano danni a persone o infrastrutture, e la rampa di lancio sembra essere rimasta intatta.
Isar Aerospace aveva già dichiarato di avere poche speranze di raggiungere l’orbita terrestre al primo tentativo. Il volo, già posticipato più volte per le condizioni meteorologiche, ha comunque generato una grande quantità di dati utili per migliorare i futuri lanci. Il razzo, privo di equipaggio, rappresentava il primo tentativo di volo orbitale partito dall’Europa, nel contesto di una crescente competizione per conquistare il mercato delle missioni spaziali commerciali. In precedenza, nel 2023, la Virgin Orbit di Richard Branson aveva tentato un lancio simile dalla Gran Bretagna, ma con un razzo rilasciato da un Boeing 747, anch’esso fallito.
Fondata nel 2018 a Monaco di Baviera, Isar Aerospace è una delle aziende emergenti nella nuova economia spaziale europea. Mentre negli Stati Uniti dominano realtà come SpaceX e Blue Origin, l’Europa sta ancora sviluppando le proprie capacità nel settore. Oltre a Isar Aerospace, sono attive nel settore altre aziende tedesche come Rocket Factory Augsburg e HyImpulse, le francesi Latitude e MaiaSpace, e la spagnola PLD Space.
L’Europa, privata dell’accesso ai cosmodromi russi a causa delle tensioni geopolitiche con Mosca, sta cercando di sviluppare una propria infrastruttura spaziale. In questo contesto, diversi progetti di spazioporti sono in fase di realizzazione, dalle Azzorre portoghesi alle isole Shetland britanniche, passando per Andøya in Norvegia e Esrange in Svezia.
Andøya si presenta come il primo spazioporto operativo dell’Europa continentale, grazie alla sua posizione artica, considerata ideale per il lancio di satelliti polari o eliosincroni, fondamentali per l’osservazione terrestre e la ricerca scientifica. Nonostante il fallimento del primo lancio di Spectrum, la corsa europea allo spazio prosegue con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai lanciatori di altri paesi e sviluppare un’autonoma capacità di accesso all’orbita terrestre.
