Un’esplosione seguita dal crollo del tetto di un casolare abbandonato nel Parco degli Acquedotti, uno dei principali polmoni verdi di Roma, ha causato la morte di due persone rimaste sotto le macerie. L’episodio è avvenuto nelle prime ore della giornata e inizialmente si era pensato che le vittime fossero senzatetto che avevano trovato riparo nella struttura fatiscente. Con il passare delle ore, però, le indagini hanno portato a una ricostruzione molto diversa dei fatti.
Secondo gli investigatori, i due morti non erano clochard ma militanti anarchici legati al cosiddetto “gruppo Cospito”, e la deflagrazione sarebbe avvenuta mentre stavano assemblando un ordigno artigianale all’interno dell’edificio abbandonato.
L’allarme è scattato poco prima delle 9 del mattino, quando il custode dell’area ha contattato il 112 dopo aver notato un corpo tra le macerie. Il crollo, tuttavia, potrebbe risalire alla sera precedente: alcuni residenti della zona avevano infatti riferito di aver sentito un forte boato già nella notte. I vigili del fuoco, intervenuti sul posto, hanno avviato le ricerche e poco dopo hanno trovato anche il secondo cadavere. Sul luogo dell’esplosione sono arrivati anche gli agenti della polizia scientifica per effettuare i rilievi.
L’identificazione delle vittime è stata possibile grazie ad alcuni tatuaggi. Si tratta di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi noti alle forze dell’ordine per ambienti anarchici. Per chi indaga, i due si trovavano nel casolare per preparare un ordigno che sarebbe stato utilizzato in un’azione prevista nelle prossime settimane. Il fatto che Mercogliano avesse un braccio mutilato rafforzerebbe l’ipotesi di un incidente avvenuto mentre maneggiava materiale esplosivo.
Tra le piste al vaglio degli inquirenti c’è quella di un possibile attentato contro infrastrutture ferroviarie, già finite nel mirino di sabotaggi di matrice anarchica negli ultimi mesi, oppure contro obiettivi legati al settore della difesa, come il gruppo Leonardo. Non viene escluso nemmeno un collegamento con la campagna di protesta a favore dell’anarchico Alfredo Cospito, detenuto al regime di 41-bis, in vista della scadenza del decreto che ne dispone l’applicazione.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo coordinato dal pool antiterrorismo per chiarire la dinamica dell’esplosione, verificare da quanto tempo i due si trovassero nel casolare e ricostruire i loro ultimi contatti. Intanto al Viminale è stata convocata una riunione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo, nella quale si discuterà anche dei rischi legati ai movimenti anarchici, indicati dall’intelligence come una delle minacce più concrete per la sicurezza nazionale.










