In una giornata segnata da avvenimenti storici, l’Italia firma un nuovo accordo con l’Egitto, analogo a quello con la Tunisia, con l’obiettivo principale di frenare gli sbarchi di migranti illegali.

Tuttavia, questo evento avviene anche alla vigilia del primo vero round del processo per l’uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso in circostanze misteriose in Egitto. La premier italiana, incalzata dai giornalisti, assicura che la posizione dell’Italia sul caso non cambia: la ricerca della verità e della giustizia per Regeni deve continuare. Tuttavia, ciò non impedisce di stringere rapporti con il Cairo, considerati sempre più “strategici”, specialmente in un contesto di conflitto in Medio Oriente.

Durante l’incontro bilaterale tra Italia ed Egitto, si è discusso principalmente degli aiuti economici che l’Europa garantirà al Cairo entro il 2027 e dei memorandum tra i due paesi, nel solco del Piano Mattei, voluto fortemente dalla premier italiana.

La politica europea verso l’Egitto considera il Cairo un “partner affidabile” e un “pilastro della sicurezza del Mediterraneo”, anche se molte opposizioni, sia in Italia che a Bruxelles, criticano il governo egiziano per presunte violazioni dei diritti umani.

La premier italiana, rispondendo alle critiche, ribadisce che gli accordi sono necessari per garantire la sicurezza energetica e ridurre gli sbarchi di migranti, nonostante la mancanza di giustizia nel caso Regeni, ancora aperto e motivo di dolore per i suoi genitori.

In questo contesto complesso, l’Italia continua a cercare un equilibrio tra interessi strategici e valori fondamentali come la ricerca della verità e la tutela dei diritti umani, evidenziando le sfide della diplomazia in un mondo sempre più interconnesso.