Sono rientrati nella tarda serata di ieri a Fiumicino 18 dei 26 italiani della Global Sumud Flotilla rilasciati dalle autorità israeliane. Il gruppo, partito da Eilat con un volo Turkish Airlines e transitato a Istanbul, è arrivato in Italia intorno alle 23.30. Altri 15 connazionali, che non hanno firmato il foglio di rilascio volontario, resteranno in Israele per alcuni giorni in attesa dell’espulsione giudiziaria.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che “rimarranno ancora 2-3 giorni” perché non hanno accettato la liberatoria. La portavoce del movimento, Maria Elena Delia, ha sottolineato che la scelta è legata alla volontà di “tutelare gli altri attivisti detenuti”.
Il team legale italiano della Flotilla ha intanto presentato un esposto alla Procura di Roma per denunciare il fermo degli equipaggi e l’attacco con droni in acque internazionali, definendo l’azione israeliana “un sequestro”. In conferenza stampa, i parlamentari rientrati – tra cui Arturo Scotto (Pd), Annalisa Corrado (Pd), Marco Croatti (M5S) e Benedetta Scuderi (Avs) – hanno denunciato di essere stati “trattati come ostaggi” e privati dei propri diritti.
Critiche alla premier Giorgia Meloni da parte di Scotto, che ha parlato di “menzogna” sul ruolo della Flotilla, mentre da Forza Italia Maurizio Gasparri ha replicato accusando il M5S di ipocrisia.
Tra i rientrati anche il consigliere regionale lombardo Paolo Romano (Pd), che ha denunciato violenze fisiche e psicologiche durante la detenzione. Intanto l’attivista Greta Thunberg avrebbe raccontato alle autorità svedesi di essere stata sottoposta a trattamenti duri in custodia israeliana.
Nel frattempo prosegue la cosiddetta “Flotilla bis”, con dieci imbarcazioni dirette verso Gaza e attualmente in navigazione al largo di Creta.










