L’economia mondiale continua a crescere, ma lungo un percorso sempre più stretto e irto di rischi. È questo il quadro delineato dal Fondo monetario internazionale nel World Economic Outlook aggiornato a gennaio, diffuso alla vigilia del Forum di Davos. Tra l’imprevedibilità dello scenario politico internazionale, in particolare legata al ritorno sulla scena di Donald Trump, e il timore di una possibile bolla dell’intelligenza artificiale, la ripresa globale resta positiva ma vulnerabile.

Secondo il Fmi, il Pil mondiale è atteso crescere del 3,3% nel 2026, in linea con l’anno precedente, per poi rallentare lievemente al 3,2% nel 2027. L’inflazione globale prosegue nel suo percorso discendente, stimata al 3,8% quest’anno e al 3,4% nel 2027, fino ad avvicinarsi al 2% nelle economie avanzate. Tuttavia, avverte l’istituto guidato da Kristalina Georgieva, le prospettive restano esposte alle tensioni geopolitiche e commerciali.

Un punto critico riguarda i rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Le nuove minacce tariffarie provenienti da Washington, non incluse nei modelli previsionali chiusi a fine dicembre, rappresentano un “rischio significativo”. Un’escalation commerciale, ha sottolineato il capo economista Pierre-Olivier Gourinchas, non avrebbe vincitori e potrebbe frenare la crescita globale, nonostante finora l’economia abbia dimostrato una certa capacità di assorbire gli shock.

A sostenere l’attività economica è soprattutto il boom tecnologico legato all’intelligenza artificiale, che ha contribuito a rafforzare anche la crescita degli Stati Uniti, ora stimata al 2,4%. Diverso il quadro per le altre grandi economie: la Cina rallenta sotto il 5%, il Giappone resta sotto l’1%, mentre l’India continua a correre oltre il 6%. L’Europa rimane uno degli anelli deboli, penalizzata da ritardi sull’IA e da problemi strutturali come l’alto costo dell’energia e la debolezza del manifatturiero.

Per l’Eurozona, il Fmi prevede una crescita dell’1,3% nel 2026 e dell’1,4% nel 2027, trainata dal graduale recupero di Germania e Francia. Berlino torna in territorio positivo dopo aver sfiorato la recessione, mentre Parigi mantiene una crescita moderata nonostante l’instabilità politica. L’Italia resta più indietro, con un Pil fermo allo 0,7%, mentre la Spagna si distingue con tassi superiori alla media europea.

L’intelligenza artificiale resta infine la grande incognita. Se manterrà le promesse in termini di produttività, potrebbe aggiungere fino a 0,3 punti alla crescita globale già nel 2026. In caso contrario, una bolla tecnologica potrebbe innescare una correzione dei mercati e una frenata degli investimenti, con effetti negativi sul Pil mondiale. Un rischio che, avverte il Fmi, richiama alla memoria la bolla dot-com di fine anni Novanta e impone prudenza nelle scelte di politica economica e monetaria.