Vice president Roxana MÎNZATU meets French prime minister Francois Bayrou in Paris on 24 april 2025

PARIGI – Alla vigilia del voto di sfiducia in Assemblea nazionale, il premier francese François Bayrou appare rassegnato: il suo governo, in carica da appena nove mesi, sembra destinato a cadere.

“I partiti sono in guerra civile fra loro, ma si uniranno solo per far cadere il governo”, ha dichiarato Bayrou in un’intervista, assumendo per la prima volta un tono fatalista dopo giorni di cauta fiducia.

Domani il primo ministro presenterà il suo discorso di politica generale, chiedendo il sostegno dell’Aula per una legge finanziaria 2026 che prevede tagli da 44 miliardi di euro. Ma la sinistra e l’estrema destra hanno già annunciato voto contrario, mentre i Républicains risultano spaccati fra le correnti di Laurent Wauquiez e Bruno Retailleau.

La crisi apre scenari incerti: Emmanuel Macron valuta possibili alternative per garantire stabilità, compresa la nomina di un premier di compromesso come l’ex socialista Bernard Cazeneuve. Intanto, Marine Le Pen spinge per un nuovo scioglimento del Parlamento, dichiarandosi disposta a “sacrificarsi” nonostante l’ineleggibilità per cinque anni, mentre Jean-Luc Mélenchon prepara una nuova mozione per chiedere la destituzione del presidente.

La Francia si trova così sull’orlo di una nuova fase di instabilità politica, con il rischio di un ritorno alle urne a poco più di un anno dall’ultima tornata elettorale.