Dal palco di Atreju, la tradizionale manifestazione di Fratelli d’Italia, la premier Giorgia Meloni ha espresso entusiasmo per il sostegno ricevuto e ha ribadito l’impegno del suo governo a garantire stabilità, crescita e riforme strutturali per l’Italia.
Meloni ha evidenziato la forza e la coesione della maggioranza di governo, definendola un elemento di discontinuità che conferisce all’Italia credibilità internazionale. “La stabilità è il nostro punto di forza”, ha detto, sottolineando come il suo governo sia riuscito a stupire chi scommetteva sul fallimento, portando risultati concreti. Tra questi, ha citato il milione di posti di lavoro creati in meno di due anni e il record di investimenti nella sanità.
Affrontando il complesso quadro internazionale, Meloni ha lodato gli italiani per aver dimostrato come la politica possa essere un alleato. Ha inoltre replicato alle critiche della sinistra e della CGIL, accusando il segretario Maurizio Landini di “strumentalizzare” i lavoratori per fini politici. “Gli scioperi non aiutano i lavoratori ma servono solo alla sinistra”, ha dichiarato.
Meloni ha annunciato che il prossimo anno sarà cruciale per le riforme, puntando su premierato, autonomia differenziata, riforma fiscale e della giustizia. Sui migranti, ha difeso con fermezza il progetto dei centri in Albania, definendolo una misura essenziale per contrastare la mafia e gestire meglio i flussi migratori.
La premier ha inoltre annunciato le dimissioni dalla presidenza dei Conservatori europei per concentrarsi sul suo mandato italiano, confermando il sostegno al collega polacco Mateusz Morawiecki come suo possibile successore.
In un videocollegamento, il leader della Lega Matteo Salvini ha elogiato il rapporto di collaborazione con Meloni, sottolineando l’unità del centrodestra. Ha poi ribadito la propria determinazione nell’affrontare il processo sul caso Open Arms, dichiarandosi pronto a difendere le sue scelte a testa alta.
Concludendo, Meloni ha riaffermato l’impegno del governo a lungo termine, indicando che l’attuale coalizione punta a governare fino al 2032, consolidando così il suo ruolo di leadership nella politica italiana.










