Il Governo Meloni procede veloce dopo il suo insediamento con il decreto aiuti dove saranno riproposti i crediti di imposta a favore delle imprese e il taglio delle accise sui carburanti fino al 31 dicembre.

“Concentreremo le risorse a disposizione per aiutare gli italiani a far fronte all’aumento del costo dell’energia, senza disperdere risorse in bonus inutili” – ha annunciato la premier Meloni, che però  affrontare anche il braccio di ferro nella Ue sul prezzo del gas e sui migranti, il confronto  con la minoranza sul decreto anti-rave. Non mancano anche le prime manifestazioni di piazza contro il suo governo. Meloni replica: “Il Governo in meno di due settimane ha raggiunto due obiettivi importanti: è stata approvata la Nadef ed è arrivato il via libera all’emendamento (al dl Aiuti ter) per nuove concessioni per l’estrazione di gas. È la dimostrazione che anche in Italia se si vuole è possibile fare quello che serve per il bene dei cittadini”. Nello specifico vengono liberati oltre 30 miliardi di euro (9,1 miliardi per il 2022 e 21 miliardi per il 2023) per mettere in sicurezza famiglie e
imprese dal caro bollette. Inoltre, si compie il primo passo sul fronte della sicurezza energetica nazionale. Ma non mancano gli attacchi dell’opposizione, a partire dal Pd, che con Enrico Letta dichiara: “Tanti annunci, molte promesse. Ma la sostanza è che la prima scelta di finanza pubblica del Governo Meloni è aumentare il deficit. Che farà aumentare il debito. Che renderà l’Italia meno sovrana e autonoma e più dipendente dagli altri”.  Al ritorno dal G20 a Bali, la premier varerà la manovra: giovedì a Bruxelles ha assicurato prudenza e rimarcato i tempi stretti, una decina di giorni. Sarà abbassato al 90% il superbonus ed è in vista una rivisitazione del Reddito di cittadinanza. Quest’ultimo sarà fra i temi del confronto con i sindacati, convocati mercoledì a Palazzo Chigi. L’indomani la premier dovrebbe incontrare a Roma il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. A breve è in arrivo il sesto decreto sull’invio di armi all’Ucraina. In quest’ambito il ministro Crosetto risponde al M5S: “Conte può stare sereno, il ministero seguirà le leggi”. C’è poi sul tavolo il decreto anti- rave con le modifiche che sono state chieste. La premier ha aperto a modifiche ma con un avvertimento: “Non siamo più la Repubblica delle Banane”. Ma questo decreto ha già prodotto la prima protesta di piazza contro il suo governo, perché si teme che tale misura possa applicarsi a varie forme di dissenso. Gli studenti annunciano manifestazioni per il 18 novembre.