Di Stefania Pascucci
Il sindaco Gualtieri è campione assoluto delle proroghe dello stop ai veicoli inquinanti. Da più di tre anni che ciurla nel manico sul tema delle chiusure/aperture delle Ztl Fascia Verde. Eppure lo stesso ha speso più di cinque milioni di euro, denaro pubblico, soldi dei cittadini per le installazioni previste dalla legge per contrastare l’inquinamento dovuto dai veicoli più inquinanti. A Roma, l’inquinamento da polveri sottili, in particolare PM10 e PM2.5, ha effetti significativi sulla salute pubblica, causando un aumento di patologie respiratorie come asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva, anche nota con la sigla BPCO, e aggravando quelle cardiovascolari, come infarti e ictus, specialmente tra bambini e anziani. L’esposizione a lungo termine può anche aumentare il rischio di cancro ai polmoni. Le polveri sottili possono anche avere effetti cancerogeni, aumentano il rischio di declino cognitivo, ansia e depressione oltre a causare disturbi del sonno.
E, allora, perché il Primo Cittadino, con la tessera dell’FGC (Federazione dei giovani comunisti) e del PCI in tasca, dovrebbe ostinatamente andare contro la salute dei romani? La deduzione è semplice. Manca poco meno di un anno e mezzo alla scadenza del suo mandato, se usasse il pugno di ferro per abbassare i livelli di inquinamento perderebbe una buona fetta di elettorato per il secondo mandato. Pur di evitare di firmare provvedimenti scomodi (per lui) si è inventato la storia delle proroghe. Al governo di Roma caput mundi un bicefalo, il quale da una parte dichiara guerra aperta alle polveri sottili, dall’altra le mette sotto il tappeto, metaforicamente parlando.
L’altro aspetto inquietante della vicenda delle zone Fascia Verde nel comune di Roma riguarda il controllo degli accessi dele auto che, per disposizioni fin da anni precedenti, non possono entrare. Ecco in sintesi un elenco che tutti, ormai, conosciamo a memoria: per quanto riguarda ciclomotori, microcar e motoveicoli non possono entrare i motori Benzina e diesel Euro 1 e precedenti, le autovetture a Benzina fino a Euro 2 (compresi GPL e metano), i Diesel fino a Euro 3 (compresi GPL e metano). Su questi divieti non esiste un controllo efficace da parte dei vigili. E le telecamere acquistate di recente e installate nei punti di accesso alla Fascia Verde, che dovrebbero rilevare le targhe dei veicoli e verificare se rientrano nelle categorie autorizzate alla circolazione, sono spente. La multa eventualmente per chi “rischia” di entrare nelle zone green, a telecamere spente e vigili urbani introvabili, è di 83 euro e qualche punto della patente. Il calcolo delle probabilità comunque è a favore di automobilisti non in regola con le norme. E poi c’è una nuova tegola per Gualtieri. I diesel Euro 5 sono banditi dalla circolazione Verde per effetto del Regolamento della Regione Lazio, a partire dal 1° novembre 2025 fino al 31 marzo 2026, dal lunedì al sabato (24 ore su 24), esclusi i festivi infrasettimanali. Questo divieto rientra nel Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria, che prevede misure per limitare la circolazione dei veicoli più inquinanti nella zona. Il sindaco ha già fatto trapelare la notizia: il Comune di Roma potrebbe chiedere una nuova deroga allo stop dei veicoli più inquinanti, anche il diesel Euro 5.