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Il governo italiano ha definito l’operazione militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran “al di fuori delle regole del diritto internazionale”. A dirlo è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto durante le comunicazioni in Parlamento, mentre il conflitto nel Golfo entra nel suo sesto giorno. Crosetto ha sottolineato che si tratta di una guerra “partita all’insaputa del mondo” e che l’Italia “non ha voluto”, ma che ora deve gestire.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiarito la posizione dell’esecutivo: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”. La premier interverrà in Parlamento la settimana successiva con comunicazioni dedicate anche alla crisi iraniana, anticipando un dibattito già previsto prima del Consiglio europeo.

Le dichiarazioni arrivano dopo giorni di polemiche con le opposizioni, che avevano chiesto la presenza della premier in Aula. Partiti come Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra accusano il governo di ambiguità e di non condannare con sufficiente fermezza l’operazione militare. Durante il dibattito parlamentare non sono mancati momenti di tensione e proteste, con cartelli contro l’allineamento dell’Italia agli Stati Uniti.

Sul piano operativo, il governo ha spiegato che non è arrivata alcuna richiesta da parte americana per utilizzare le basi militari in Italia per missioni di combattimento e che, in ogni caso, queste sarebbero troppo distanti dal teatro di guerra. Roma si atterrà agli accordi bilaterali con Washington del 1954, che prevedono autorizzazioni tecniche solo per operazioni logistiche e non per azioni militari dirette. Eventuali richieste diverse verrebbero comunque valutate insieme al Parlamento.

La maggioranza ha inoltre approvato una risoluzione che consente al governo di sostenere gli Stati membri dell’Unione Europea nella difesa da eventuali attacchi iraniani e di rafforzare i sistemi antimissile a supporto dei Paesi del Golfo.

Meloni ha espresso forte preoccupazione per il rischio di un’escalation regionale dalle “conseguenze imprevedibili”. Il ministro Crosetto ha parlato di una situazione “sull’orlo dell’abisso”, temendo che il contesto internazionale possa favorire nuove mosse della Russia nella guerra in Ucraina.

Il governo italiano punta comunque su una soluzione diplomatica. Meloni ha ribadito che l’Italia lavorerà per favorire una ripresa dei negoziati, anche grazie ai tradizionali rapporti dell’intelligence italiana con Teheran, ma ha sottolineato che prima “l’Iran deve smettere di attaccare i Paesi vicini”.

Sul fronte interno l’esecutivo ha inoltre rafforzato le misure di sicurezza contro il rischio di terrorismo e ha attivato una task force per monitorare eventuali speculazioni sui prezzi dell’energia. Il governo ha avvertito che potrebbe intervenire con nuove tasse sulle aziende che dovessero aumentare ingiustificatamente le bollette.