In un clima di tensione e dibattito intenso, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha delineato la necessità di un ritorno alla disciplina finanziaria, distanziandosi dall’austerità, con il nuovo Patto di Stabilità e Crescita. Questa svolta è stata motivata dalla sospensione delle regole europee sui conti pubblici, durata quattro anni, che ha creato una sorta di “assuefazione” a politiche meno rigide.
Il fulcro del discorso di Giorgetti è stato il debito italiano, identificato come la vera sfida da affrontare, più significativo del Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità). Il ministro ha sottolineato la necessità di tenere il debito sotto controllo per evitare gravi conseguenze per il Paese.
La giornata è stata caratterizzata da un acceso confronto in commissione Bilancio della Camera, dove Giorgetti ha risposto alle domande dei parlamentari. Mentre l’opposizione ha criticato aspramente il ministro, definendo inaccettabile la sua permanenza in carica, la maggioranza ha elogiato la sua posizione.
La questione centrale è emersa con il voto contrario alla ratifica del Mes in parlamento, suscitando reazioni forti da parte dell’opposizione. Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha addirittura chiesto le dimissioni di Giorgetti, sottolineando la contraddizione tra la sua affermazione positiva sul Mes e il voto contrario in parlamento.
Giorgetti ha difeso la sua posizione, sottolineando che la mancata ratifica del Mes non è stata una reazione impulsiva, ma una decisione consapevole. Ha riconosciuto che avere il Mes come strumento sarebbe stato comodo in situazioni di potenziale pericolo, ma ha affermato di non temere conseguenze dalla mancata ratifica, grazie alla solidità del sistema bancario italiano.
Il ministro ha anche affrontato le critiche sulla proposta di patto di stabilità, riconoscendo che rispetto alla proposta iniziale della Commissione, potrebbe essere considerato un passo indietro. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di valutare il compromesso nel tempo, evitando il ritorno a regole più severe come il fiscal compact.
Infine, Giorgetti ha tranquillizzato riguardo al bilancio del 2024, assicurando che rispetterà le norme europee e non prevede manovre aggiuntive. Ha sottolineato l’importanza della prudenza nel finanziamento di progetti come il Ponte dello Stretto, sottolineando che il Paese deve evitare l’allucinazione di considerare tutto dovuto. La sua posizione è di cautela, evidenziando che mantenere questo atteggiamento protegge il Paese dalle tempeste finanziarie.










