Il Vaticano continua a impegnarsi per favorire un processo di pace tra Russia e Ucraina, ma il percorso resta in salita. Papa Leone XIV, nella sua prima udienza generale davanti a 40mila fedeli in Piazza San Pietro, ha rinnovato il suo appello alla pace, invitando gli uomini a “disarmare il cuore” e ad accogliere questo dono di Dio.
Accanto al conflitto ucraino, il Pontefice ha espresso profonda preoccupazione anche per la situazione nella Striscia di Gaza, definendola “sempre più dolorosa e preoccupante”. Ha chiesto con forza l’ingresso di aiuti umanitari e la fine delle ostilità, sottolineando che a pagare il prezzo più alto sono “i bambini, gli anziani, le persone malate”.
Dal Vaticano arriva la disponibilità a offrire uno spazio neutrale per il dialogo tra le parti in conflitto, ma – come fanno notare fonti diplomatiche vaticane – la volontà di negoziare deve venire innanzitutto da Russia e Ucraina. Al momento, però, non è giunta alcuna risposta ufficiale da Mosca, nonostante le dichiarazioni del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo cui non sarebbe stato ricevuto alcun invito formale.
Più aperto al dialogo sembra invece il Patriarca di Mosca Kirill, che pur vicino al governo russo, ha espresso disponibilità a sviluppare ulteriormente i rapporti con la Santa Sede, mettendo in evidenza la necessità di “mantenere la pace”.
Sul fronte ucraino, prevale invece un atteggiamento di prudenza. Il Nunzio apostolico a Kiev, monsignor Visvaldas Kulbokas, ha ammesso che è difficile nutrire speranze concrete di negoziati a breve, anche qualora la Russia accettasse il Vaticano come mediatore. Ha parlato di rischi legati a “speranze senza basi logiche”, mettendo in guardia contro iniziative “superficiali e teatrali”.
Il recente colloquio telefonico tra Donald Trump e Vladimir Putin, che aveva alimentato attese per una possibile distensione, non ha prodotto sviluppi tangibili. Anche il tentativo della premier italiana Giorgia Meloni di rilanciare la prospettiva del negoziato non ha trovato una risposta concreta da parte di Mosca.
L’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, ha ribadito che Kiev è da sempre disponibile a trattative in ambito vaticano, ma che da parte russa non è mai arrivata una risposta positiva. “Aspettiamo”, ha dichiarato.
Un appello alla necessità del dialogo giunge anche dal cardinale di Belgrado, Ladislav Nemet, che ha ricordato l’importanza di trovare punti d’incontro con una nazione come la Russia, portatrice di una grande cultura, pur senza giustificare le scelte politiche del suo attuale governo.










