Presso Palazzo Chigi è in corso un importante incontro tra il governo e i sindacati metalmeccanici, tra cui Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Usb e Ugl metalmeccanici, per discutere il futuro dell’ex Ilva di Taranto.

Tra i rappresentanti del governo presenti all’incontro ci sono il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti (tramite videocollegamento), e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Anche i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia (Adi) partecipano all’incontro.

Al centro del dibattito c’è il piano industriale, che verrà presentato a Bruxelles per ottenere il via libera al prestito ponte di 320 milioni di euro per l’azienda.

La Fiom Cgil ha dichiarato di non essere disponibile a discutere di nuovi piani a lungo termine e ha ribadito la necessità di applicare il piano del 2018, sottolineando che servono le risorse per realizzarlo.

L’Usb ha annunciato che il governo presenterà una nuova norma per spostare altri 150 milioni di euro da Ex Ilva in Acciaierie d’Italia (Adi), aggiungendo che i fondi totali destinati all’azienda di Taranto saranno di 620 milioni di euro, considerando i 150 milioni già erogati.

Si è discusso anche di un piano industriale che prevede un obiettivo di produzione di 6 milioni di tonnellate al 2026, con la produzione a carbone, e la costruzione di forni elettrici a partire dal 2026 fino al 2029. Tuttavia, secondo l’Usb, questo piano potrebbe comportare ulteriori cassa integrazione, con il rischio di escludere 4.500 lavoratori dal mondo del lavoro.

È stato annunciato che nel mese di maggio alcune società interessate visiteranno lo stabilimento ex Ilva di Taranto, mentre nel primo semestre del 2025 inizieranno i lavori per la realizzazione di due forni elettrici, destinati a sostituire altrettanti altiforni, che entreranno in funzione nel 2027.

Attualmente, lo stabilimento di Taranto è in funzione ridotta, con solo Afo 4 operativo, mentre Afo 1 e Afo 2 sono fermi per manutenzione.