Un momento storico per il dialogo tra le Chiese cristiane si è consumato in Vaticano, dove il Papa ha incontrato per la prima volta Sarah, nuova arcivescova di Canterbury e prima donna a ricoprire questo ruolo nella Chiesa anglicana. Nominata nell’ottobre 2025 e insediatasi lo scorso marzo, la primate anglicana rappresenta una figura simbolica di cambiamento, anche per il suo profilo personale: sposata e madre di due figli.
L’incontro, che ha incluso un’udienza privata e una preghiera comune nella cappella di Urbano VIII, ha offerto un’immagine significativa: il Pontefice cattolico e una vescova anglicana fianco a fianco, in un dialogo che punta a rafforzare i rapporti tra le due confessioni dopo secoli di divisione.
Al centro del confronto, il tema dell’unità tra i cristiani. Il Papa ha ribadito l’importanza di proseguire il cammino ecumenico, nonostante le difficoltà e le divergenze ancora presenti. Ha ricordato come, a partire dalla storica dichiarazione del 1966 tra cattolici e anglicani, siano stati compiuti passi avanti, pur riconoscendo che negli ultimi anni sono emerse nuove criticità che rendono più complesso il percorso verso una piena comunione.
Un impegno condiviso anche dall’arcivescova, che ha sottolineato la necessità di collaborare in un mondo segnato da conflitti, divisioni e profondi cambiamenti sociali. L’obiettivo comune resta quello di costruire ponti e lavorare insieme per il bene comune, soprattutto sul piano sociale e umanitario.
Non mancano tuttavia i nodi irrisolti. Tra questi, la posizione della Chiesa cattolica sulla validità degli ordini anglicani, considerati nulli, e le differenze su temi etici e dottrinali, come l’ordinazione delle donne e alcune questioni morali. Elementi che continuano a rappresentare ostacoli nel dialogo.
Nonostante ciò, l’incontro segna un passo importante nel rafforzamento delle relazioni tra le due Chiese, con la volontà condivisa di mettere in primo piano ciò che unisce piuttosto che ciò che divide, in un contesto globale che richiede sempre più collaborazione tra le comunità religiose.










