Italian entrepreneur and sports executive Aldo Spinelli, circa 1993

L’inchiesta sulla corruzione, che coinvolge l’imprenditore Aldo Spinelli, il governatore Giovanni Toti e l’ex presidente dell’authority portuale Paolo Signorini, ha portato la Guardia di Finanza a trovare 220.000 euro in contanti presso l’imprenditore. Questo denaro costituisce una parte dei 570.000 euro soggetti a sequestro preventivo, come disposto dalla gip Paola Faggioni.

Il sequestro è richiesto anche per Paolo Signorini e il figlio di Spinelli, Roberto, poiché sono considerati beneficiari dei presunti reati di corruzione contestati.

Le carte sequestrate verranno esaminate per comprendere i meccanismi corruttivi, le procedure e i coinvolgimenti.

Nel frattempo, Toti ha trascorso la sua prima notte ai domiciliari nell’appartamento genovese di piazza Piccapietra. Secondo il presidente ad interim Alessandro Piana, Toti è sereno e disposto a collaborare per chiarire la situazione.

Il legale di Toti, Stefano Savi, ha dichiarato che il governatore sta studiando la documentazione e spiegherà che le azioni, pur suscitando equivoci, non sono mai state illecite. È stato fissato un interrogatorio di garanzia per Toti venerdì, mentre Matteo Cozzani e Spinelli verranno sentiti sabato.

La procura sta indagando sugli imprenditori coinvolti, tra cui Pietro Colucci, che gestiva discariche nella provincia di Savona. Colucci è indagato per finanziamento illecito ai partiti e corruzione, essendo stato accusato di finanziare Toti tra il 2016 e il 2020 con 195.000 euro tramite le sue società. Le indagini si stanno allargando, con Paolo Piacenza, commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, indagato per abuso d’ufficio.

Infine, emergono conversazioni intercettate in cui Toti discute della concessione trentennale delle Rinfuse e di altri accordi, spingendo l’indagine verso un possibile coinvolgimento di altre figure pubbliche e politiche.