La Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, è in Iran e continua a esercitare pienamente il proprio ruolo nella gestione del conflitto. Lo ha affermato l’ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri, smentendo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su un suo presunto trasferimento all’estero per cure mediche dopo i raid statunitensi e israeliani.
Secondo il diplomatico, tali notizie sarebbero frutto di “propaganda e disinformazione”, attribuite agli apparati mediatici israeliani. Pur non essendo apparso pubblicamente per ragioni di sicurezza, Khamenei – ha spiegato – continua a coordinare le operazioni e a guidare il Paese attraverso le istituzioni.
Nel corso dell’intervista, Sabouri ha ribadito la linea ufficiale di Teheran: l’Iran intende difendere i propri diritti nel rispetto del diritto internazionale e chiede la cessazione immediata delle ostilità nella regione. Tra le priorità indicate vi sono la fine degli attacchi e delle uccisioni, il superamento del ciclo “negoziato-guerra-cessate il fuoco” e la definizione di risarcimenti per i danni subiti.
L’ambasciatore ha inoltre puntato il dito contro gli Stati Uniti, accusati di adottare un comportamento contraddittorio e di avanzare richieste considerate irragionevoli, alimentando così un clima di sfiducia. Nonostante ciò, ha sottolineato, l’Iran ha sempre sostenuto la via diplomatica per la risoluzione delle controversie.
Sabouri ha ricordato che le posizioni iraniane erano già state chiarite durante un recente round di colloqui a Ginevra, pochi giorni prima dell’escalation militare. L’attacco del 28 febbraio, ha aggiunto, è avvenuto proprio mentre era in corso un processo diplomatico volto ad affrontare le preoccupazioni legate al programma nucleare iraniano.
Secondo Teheran, la guerra ha aggravato una diffidenza già esistente nei confronti di Washington, trasformandola in una vera e propria mancanza di fiducia sulla volontà americana di negoziare in modo credibile. Tuttavia, diversi attori internazionali avrebbero cercato fin dall’inizio del conflitto di favorire una de-escalation e riaprire il dialogo.
Nonostante questi tentativi, l’Iran accusa Stati Uniti e Israele di non rispettare i principi fondamentali della diplomazia e del diritto internazionale. Una posizione che evidenzia quanto il percorso negoziale appaia oggi più fragile che mai, in un contesto segnato da tensioni militari e profonde divisioni politiche.
In questo scenario, le parole dell’ambasciatore riflettono la strategia iraniana: riaffermare la legittimità delle proprie posizioni, respingere le accuse esterne e mantenere aperta, almeno formalmente, la porta alla soluzione diplomatica.










