Dopo giorni di stallo nei negoziati per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, il governo israeliano ha annunciato di aver accettato il ‘piano Witkoff’. La decisione è stata presa al termine di una riunione tra il premier Benyamin Netanyahu, il ministro della Difesa e i vertici della sicurezza.
L’ufficio del primo ministro ha confermato che Israele adotterà la proposta statunitense per una tregua temporanea durante il Ramadan e la Pasqua ebraica. Nel primo giorno dell’accordo, metà degli ostaggi vivi e dei caduti saranno liberati, mentre il rilascio degli altri sarà subordinato al raggiungimento di un cessate il fuoco permanente. Israele ha ribadito di potersi ritirare dall’accordo e riprendere le ostilità dopo il 42esimo giorno se i negoziati non dovessero produrre risultati. La proposta ha ricevuto il sostegno dell’amministrazione Biden e di quella Trump.
Tensioni crescenti su nuovi fronti
Nel frattempo, Israele ha ordinato alle sue forze armate di prepararsi a difendere la città siriana di Jaramana, a maggioranza drusa, vicino a Damasco. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che Israele non permetterà al regime siriano di colpire i drusi, avvertendo di possibili ritorsioni in caso di attacchi. Nella zona sono già stati segnalati scontri, mentre nel Paese proseguono le proteste contro il governo Netanyahu per il mancato avanzamento della seconda fase dell’accordo con Hamas.
A Gaza restano 59 ostaggi, di cui almeno 35 sarebbero deceduti. Le famiglie dei rapiti accusano Netanyahu di aver ostacolato i negoziati. Einav Tsangaoker, madre di uno degli ostaggi, ha denunciato che Israele ha inviato al Cairo una “delegazione fittizia senza un reale mandato”. Hamas ha diffuso un video in cui si vede il commovente abbraccio tra due fratelli, uno dei quali è stato liberato, mentre l’altro rimane prigioniero. Tra gli ostaggi ripresi nel filmato vi è anche il soldato Nimrod Cohen, il cui padre ha riconosciuto il figlio grazie a un tatuaggio.
Intanto, emergono nuovi dettagli sul fallimento dell’intelligence israeliana durante l’attacco di Hamas del 7 ottobre. L’Idf ha rivelato che il peggior scenario previsto dall’esercito contemplava l’infiltrazione di 70 terroristi da 4-8 punti, mentre quel giorno 5.500 uomini hanno attraversato 114 varchi lungo il confine. L’intelligence non aveva prestato attenzione alla serie prodotta da Hamas ‘Pugno dei Liberi’, che illustrava una simile incursione. L’Idf ha chiuso il confine solo dopo tre ore e mezza dall’inizio dell’attacco.
Mentre la guerra prosegue, a Gaza circolano immagini di un Iftar collettivo a Rafah, con un lungo tavolo apparecchiato tra macerie e distruzione, simbolo della drammatica realtà del conflitto.










