Roma, 25 feb. (askanews) - "La Presidenza del Consiglio smentisce le notizie che stanno circolando in queste ore su una presunta chiusura, per decisione del Presidente Conte, di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le decisioni e le misure adottate dal governo vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, alle quali si prega di far riferimento". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Il governo italiano guidato da Giorgia Meloni ha deciso di sospendere il rinnovo automatico del memorandum di cooperazione militare con Israele, segnando una svolta significativa nei rapporti con l’esecutivo di Benjamin Netanyahu.

La decisione, motivata dalla “situazione attuale” legata alle tensioni internazionali e al conflitto in Medio Oriente, rappresenta una presa di distanza politica da uno degli alleati storici dell’Italia.

Il memorandum, firmato nel 2003 e reso operativo nel 2016, costituiva una cornice per la cooperazione nel settore della difesa, includendo scambi militari e collaborazioni tecnologiche. La sua sospensione è stata formalizzata dal ministro della Difesa Guido Crosetto, in accordo con il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Secondo fonti governative, la scelta è maturata dopo una fase di riflessione interna ed è stata pensata come un segnale politico forte nei confronti del governo israeliano.

Da Tel Aviv, la decisione è stata ridimensionata: il memorandum, secondo il ministero degli Esteri israeliano, non avrebbe mai avuto un impatto concreto sulla sicurezza. Sul fronte opposto, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha elogiato l’Italia per la sua posizione contro quello che ha definito il “bellicismo” israeliano.

Anche l’opposizione israeliana, rappresentata da Yair Lapid, ha criticato Netanyahu, interpretando la decisione italiana come un segnale del crescente isolamento internazionale del governo.

In Italia, la sospensione ha acceso il confronto politico. Le opposizioni, tra cui Elly Schlein e Giuseppe Conte, hanno giudicato la misura positiva ma tardiva, accusando il governo di aver agito solo sotto pressione politica e dell’opinione pubblica.

Altri esponenti hanno invece sollevato dubbi sull’efficacia della scelta, temendo possibili ripercussioni sugli interessi italiani.

La mossa italiana si inserisce in un contesto internazionale complesso, segnato dalla crisi a Gaza e dalle tensioni con l’Iran. Nelle settimane precedenti, Roma aveva già espresso critiche verso Israele, in particolare per episodi legati a luoghi religiosi e al coinvolgimento di contingenti internazionali.

Il governo ha comunque lasciato aperta la possibilità di riattivare l’accordo in futuro, qualora cambiassero le condizioni politiche.

Secondo la maggioranza, la sospensione rappresenta una posizione di equilibrio tra alleanze strategiche e principi politici. Resta però da capire se si tratti di una scelta temporanea o dell’inizio di un riposizionamento più ampio della politica estera italiana in Medio Oriente.