Non emergono rischi diretti per l’incolumità degli italiani, ma cresce la preoccupazione per l’elevato numero di connazionali rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti a causa della crisi in Medio Oriente e della sospensione dei voli. A lanciare l’allarme è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha sottolineato la complessità della situazione e l’intenso lavoro diplomatico e consolare in corso.

Per far fronte all’emergenza, la Farnesina ha istituito una “Task Force Golfo”, composta da 50 operatori e collegata al centralino dell’Unità di Crisi. Nelle ultime ore sono arrivate centinaia di richieste di assistenza, sia da turisti rimasti a terra sia da residenti italiani nell’area, stimati in circa 20 mila solo negli Emirati.

La maggiore preoccupazione riguarda i civili presenti a Dubai, tra cui numerosi minorenni in viaggio per programmi scolastici.

Secondo il bilancio delle autorità consolari, sono circa 190 gli italiani coinvolti nei viaggi organizzati dal network World Student Connection: 124 studenti minorenni e 66 tra docenti e accompagnatori. L’ambasciata italiana ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai stanno seguendo direttamente la loro situazione.

Per garantire sicurezza e assistenza continua, sono state riservate 65 camere in strutture alberghiere della città. Gli studenti sono affidati ai tutor e monitorati 24 ore su 24.

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara è in costante contatto con la Farnesina per seguire l’evoluzione del caso.

Il ritorno in Italia resta legato alla riapertura dello spazio aereo. L’Agenzia europea per la sicurezza aerea ha raccomandato alle compagnie di evitare l’area almeno fino al 2 marzo, rendendo incerti i tempi di rientro.

Nel frattempo, molti connazionali attendono aggiornamenti senza sapere quando potranno partire. La ripresa dei collegamenti, spiegano fonti diplomatiche, avverrà in modo graduale e solo quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno.

L’emergenza, pur senza criticità immediate sul piano della sicurezza personale, evidenzia l’impatto della crisi regionale sulla mobilità internazionale e la necessità di un coordinamento continuo per assistere i cittadini italiani all’estero.