Autobus a Roma

Venerdì 8 novembre si preannuncia una giornata critica per il trasporto pubblico locale in Italia, con uno sciopero nazionale di 24 ore che potrebbe paralizzare bus e metropolitane senza le consuete fasce di garanzia per i cittadini.È la prima volta in quasi vent’anni che si rischia uno sciopero così lungo, deciso da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna, nel contesto della vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli autoferrotranvieri, scaduto a fine 2022.

Le ragioni dello sciopero vanno oltre la richiesta di adeguamento salariale per i circa 100 mila lavoratori del settore e includono maggiori fondi, sicurezza e sostenibilità. Le sigle denunciano un taglio di circa un miliardo e mezzo di euro al fondo per il trasporto pubblico locale (Tpl) negli ultimi dieci anni, criticando il finanziamento di soli 120 milioni previsto nella manovra del 2025, ritenuto “insufficiente” per colmare il gap rispetto agli investimenti che gli altri Paesi europei stanno destinando al settore.

I sindacati sottolineano anche la frammentazione del sistema italiano, con circa 900 aziende di trasporto pubblico locale, molte delle quali operano con mezzi obsoleti e in condizioni precarie, e rimarcano la necessità di una riforma del settore, già iniziata con la “commissione Mattarella” ma poi abbandonata. Al centro delle proteste anche la sicurezza degli operatori, sempre più esposti al rischio di aggressioni.

I lavoratori scenderanno in piazza davanti al Ministero delle Infrastrutture per chiedere un rifinanziamento adeguato e una riorganizzazione strutturale del trasporto pubblico locale in Italia.