epa04409992 International Monetary Fund (IMF) managing director Christine Lagarde speaks during a press conference at the G20 Finance Ministers and Central Bank Governors are meeting in Cairns, Australia, 21 September 2014. The G20 countries have agreed to exchange tax information, trying to reduce global tax evasion, and discussed the economic impact of the Ebola crisis in Africa. Outside the meeting crowds gathered to demand immediate action on climate change, as part of a global rally ahead of a special UN summit. EPA/DAVE HUNT AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

La Banca Centrale Europea (Bce) ha annunciato un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base per stimolare l’economia e raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2%. Il tasso sui depositi scende dal 3,75% al 3,50%, quello sui rifinanziamenti principali passa dal 4,25% al 3,65% e il tasso sui prestiti marginali cala dal 4,50% al 3,90%. Nonostante il taglio, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha affermato che non c’è un impegno su un percorso specifico per i tassi d’interesse e che la Bce manterrà una politica restrittiva per il tempo necessario a riportare l’inflazione al livello desiderato.

Il taglio dei tassi arriva mentre la Bce abbandona gradualmente la stretta monetaria introdotta durante la crisi energetica del 2022-2023. L’inflazione nell’area euro è prevista al 2,5% nel 2024, al 2,2% nel 2025 e al 1,9% nel 2026. La Bce prevede che l’inflazione tornerà a salire nell’ultima parte del 2023, per poi diminuire gradualmente fino a raggiungere l’obiettivo del 2% nella seconda metà del 2024.

Lagarde ha anche commentato le fusioni bancarie transfrontaliere, come l’acquisizione di azioni Commerzbank da parte di Unicredit, ritenendole un’evoluzione positiva da monitorare nelle prossime settimane. Tuttavia, ha ribadito l’indipendenza della vigilanza bancaria europea.

Il nuovo ‘quadro operativo’ della Bce, che entra in vigore, prevede un restringimento del differenziale tra i tassi sui rifinanziamenti principali e sui depositi bancari, ridotto da mezzo punto a 0,15 punti percentuali. Questo cambiamento segna un ritorno a una politica monetaria più tradizionale, dopo anni di liquidità abbondante fornita alle banche tramite il ‘quantitative easing’.

La decisione della Bce ha influenzato i mercati finanziari europei, che hanno reagito moderatamente positivi: Milano, Parigi e Londra hanno registrato piccoli guadagni, mentre i mercati asiatici, come Tokyo, hanno chiuso con forti rialzi.

Critiche alla decisione della Bce sono arrivate dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che ha giudicato il taglio di 0,25 punti troppo limitato e ha invocato un maggiore coraggio nell’affrontare la politica monetaria per favorire la crescita. Tajani ha suggerito una riforma del Trattato che istituisce la Bce per permetterle di assumere un ruolo più attivo nel sostenere l’economia, oltre a mantenere la stabilità dei prezzi.