La Casa Bianca torna a puntare i riflettori sulla teoria secondo cui il Covid-19 sarebbe fuoriuscito da un laboratorio cinese, presentandola come la “vera origine” della pandemia attraverso una nuova versione del sito Covid.gov. La notizia è stata diffusa dai media americani e sta già alimentando nuove tensioni politiche e scientifiche.
Il sito, inizialmente dedicato a fornire informazioni su vaccini e test, ha subito un radicale restyling: ora campeggia un’immagine a figura intera di Donald Trump, mentre vengono duramente criticate le politiche anti-Covid dell’ex presidente Joe Biden. Tra i bersagli principali c’è anche Anthony Fauci, ex responsabile della strategia sanitaria contro la pandemia, accusato di aver promosso la “narrazione” dell’origine naturale del virus.
Il portale espone cinque punti a sostegno della teoria della fuga da laboratorio, sottolineando che Wuhan, città cinese dove si è registrato il primo focolaio, ospita anche il principale laboratorio del Paese sulla SARS e che lo stesso avrebbe operato con standard di biosicurezza insufficienti.
“Se ci fossero prove di un’origine naturale, sarebbero già emerse. Ma ciò non è accaduto”, si legge sul sito. Una posizione che fino a poco tempo fa veniva bollata come teoria del complotto, ma che negli ultimi tempi sta guadagnando sempre più consensi negli Stati Uniti.
Alcune agenzie americane, come FBI e Dipartimento dell’Energia, hanno già espresso il proprio sostegno a questa ipotesi. Persino la CIA, all’inizio del 2024, ha aggiornato la propria valutazione ritenendo “più probabile” una fuoriuscita da laboratorio piuttosto che una trasmissione da animale a uomo. Una presa di posizione che ha suscitato forti reazioni da parte della Cina, che continua a definire tale ipotesi “estremamente improbabile”.
Il dibattito resta dunque aperto, sospeso tra scienza e politica, con conseguenze potenzialmente importanti sui rapporti internazionali e sulla gestione delle future crisi sanitarie.










