PECHINO– La Cina intensifica il proprio sostegno all’Iran in un momento di alta tensione geopolitica, riaffermando il legame con Teheran, suo principale fornitore energetico e partner commerciale strategico. Questo mentre il presidente Xi Jinping rafforza la sua presenza in Asia centrale attraverso il vertice di Astana, con i leader di Kazakistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Tajikistan e Turkmenistan, puntando a nuove infrastrutture e rotte commerciali per contrastare gli effetti dei dazi internazionali.

Il governo cinese ha espresso forte preoccupazione per l’escalation militare in Medio Oriente, condannando gli attacchi agli impianti nucleari iraniani e invocando una soluzione diplomatica al conflitto. La priorità per Pechino è evitare il blocco dello Stretto di Hormuz, vitale per il commercio energetico globale e per l’economia cinese.

Secondo esperti cinesi, il deterioramento della situazione potrebbe spingere l’Iran a rafforzare la cooperazione militare con la Cina, superando la tradizionale neutralità tra Oriente e Occidente. L’ipotesi include la fornitura di aerei da combattimento J-10 e sistemi di difesa aerea cinesi.

Nel frattempo, il Rapporto 2025 del SIPRI ha rilevato una rapida crescita dell’arsenale nucleare cinese, che ha raggiunto le 600 testate, con un incremento annuo di circa 100 unità, rendendo Pechino il terzo paese al mondo per potenza atomica dopo Russia e Stati Uniti. La Cina, tuttavia, ribadisce la sua politica di autodifesa e il principio del “non primo uso” delle armi nucleari.

Questo attivismo cinese, sullo sfondo del G7 canadese e delle incertezze sul ruolo degli Stati Uniti, segna un ulteriore passo nella ridefinizione degli equilibri geopolitici mondiali.