Le linee guida per far ripartire nel Lazio le attività produttive. Cominciate a scaldare i motori, se non si parte ancora per lo meno si sta studiando sul serio come rimettere in moto la grande macchina produttiva nella regione Lazio e soprattutto come farla funzionare per tentare di recuperare il (troppo) tempo perduto.  Dal tavolo costituito  tra Regione, sindacati, parti datoriali, esercenti, sindaci e associazioni è scaturito qualcosa, definiamole pure linee-guida. Barriere di plexiglas (qualcuno dov rà costruirle e realizzarle) e fiumi di gel disinfettante. Basterà? Dobbiamo farcele bastare. La fase 2, quella della convivenza con quel che resta del Coronavirus

Di Giulio Terzi

Dunque, cominciamo. Un metro di distanza da garantire sempre e comunque, gel disinfettanti all’ingresso e deroghe all’occupazione di suolo pubblico, perché consumare su tavolini all’aperto sarà comunque più sicuro che farlo in posti chiusi.  Dopo il 3 maggio, con ogni probabilità e salvo sorprese, buona parte delle attività produttive riaprirà. “Abbiamo convocato tutte le associazioni datoriali del mondo delle imprese, dei sindacati, l’Abi Lazio, circa 20 associazioni, l’Anci è una rappresentanza di sindaci per cominciare a discutere sulla fase che ci sarà da dopo il 3 maggio sulle riaperture, con l’obiettivo chiaro che la riapertura dovrà avvenire con la massima sicurezza di chi produce e con la massima sicurezza per chi consuma – ha detto Zingaretti dopo l’incontro – è evidente che anche quando ci saranno le riaperture queste avverranno in fabbriche ed esercizi commerciali che non potranno essere gli stessi della fase precedente all’esplosione del Covid ma avverranno in fabbriche ed esercizi commerciali che dovranno organizzarsi in una realtà che, fino a quando non ci sono sarà il vaccino, sarà una situazione particolare”.

La Regione ha messo sul tavolo una traccia di lavoro: “Insieme allo Spallanzani offriremo delle linee guida per la sicurezza: ad esempio l’utilizzo del plexiglass per costruire nei locali commerciali dei divisori tra chi sta in cassa e chi sta fuori, l’obbligo del disinfettante per la pulizia delle mani, probabilmente il contingentamento degli ingressi. L’indicazione che abbiamo dato per le pmi e le fabbriche è organizzare per ogni comparto produttivo degli accordi sindacati-imprese sul tema della sicurezza nei posti di lavoro. Vogliamo arrivare al giorno del superamento del lockdown in una situazione in cui si inizi in sicurezza. Per questo non abbiamo aperto le librerie, perchè nel dpcm di venerdì erano previste alcune raccomandazioni che richiedono una riorganizzazione degli spazi di produzione. Vogliamo arrivare al 3 maggio con il massimo della rete produttiva e di distribuzione pronta ad essere efficiente”.

Con una avvertenza: “Anche quando ci sarà la riapertura, nessuno si illuda che il tema del Coronavirus sarà superato: andrà affrontato mettendo in campo al massimo delle misure di sicurezza per tornare a delle abitudini ma in condizioni di sicurezza diverse”. Per favorirle, tra le alte cose, “chiederemo ai sindaci di rivedere le norme sull’occupazione di suolo pubblico sui tavoli di ristoranti e bar perchè, pur pagando il dovuto, si accettino delle deroghe. È evidente che il consumo all’aperto, seduti e dentro le regole, sarà meno a rischio – ha spiegato Zingaretti – Anche quando riapriranno le attività, le regole del distanziamento sociale rimarranno come un faro per riorganizzare la nostra vita e quindi è presumibile che quando ci sarà il consumo da seduti ci sarà un rapporto metri quadri/clienti che andrà rispettato e stiamo studiando come non produrre eccessivi danni a chi, riaprendo la propria attività, potrà farlo mantenendo norme di distanziamento sociale.

Sarà importante garantire a determinati esercizi la possibilità di mettere anche i tavoli fuori, al di là dei metri quadri del proprio locale. Nei bar ci dovranno essere delle regole di contingentamento di ingressi e degli spazi”. Dalla Regione ai primi cittadini non arriverà una imposizione ma “un invito a prendere in considerazione il fatto di permettere alla ristorazione di potersi riprendere e di valutare che, soprattutto nel periodo estivo, un tipo di ristorazione all’aria aperta dà garanzie sicurezza superiori che non al chiuso. Ogni comune sarà libero di dare una risposta. Dovremo riorganizzare le nostre città, noi daremo delle regole guida poi ogni sindaco le applicherà nel proprio territorio le soluzioni migliori perchè questo diventi nuovamente fruibile e competitivo”. Allo stesso modo “quando riapriranno i negozi o i grandi magazzini dovremo trovare formule che permettano il rispetto delle regole, perchè se ci ammassiamo tutti in un negozio ricominciamo da capo. Invece dobbiamo cominciare a ragionare, come accade nei supermercati, su come le norme di distanziamento sociale vengano garantite per convivere col virus ma non fare fallire tutti i negozi”.  Norme di sicurezza anche nel settore dei trasporti: “Proporremo divisori in plexiglass nei taxi perchè aiuta di molto la sicurezza sia di chi guida il taxi sia di chi lo prende”. ”