Si è concluso a Palazzo Chigi un importante vertice sulla sicurezza sul lavoro tra governo e sindacati, presieduto dalla premier Giorgia Meloni. L’incontro, durato circa quattro ore, ha segnato un primo passo verso una riforma condivisa per rafforzare la tutela dei lavoratori, in particolare nei settori ad alto rischio.

Il governo ha espresso disponibilità ad aggiornare le regole nella catena dei subappalti, con l’obiettivo di rafforzare i controlli e le responsabilità in materia di sicurezza, un impegno condiviso tra Meloni e il vicepremier Matteo Salvini. Il tema è di stretta attualità anche in vista del prossimo referendum che, come ricordato dal segretario della Cgil Maurizio Landini, affronterà proprio la questione dei subappalti a cascata.

La ministra del Lavoro Marina Calderone ha definito l’incontro “proficuo”, sottolineando il clima collaborativo e la volontà di proseguire il confronto anche con le parti datoriali. È prevista la convocazione di tavoli tecnici con i ministeri competenti.

Nel corso del vertice, Meloni ha annunciato un importante stanziamento di risorse: oltre 650 milioni di euro, frutto di un accordo con l’Inail, che si aggiungono ai 600 milioni già previsti dai bandi Isi 2024, per un totale di oltre 1,2 miliardi destinati a interventi concreti per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tra le misure illustrate: il rafforzamento del sistema “bonus-malus” sui premi Inail, l’estensione della formazione finanziata tramite fondi interprofessionali, la creazione di un elenco nazionale dei soggetti formatori e la valorizzazione delle figure responsabili della sicurezza in azienda (RLS, RSPP, ASPP).

In ambito scolastico, il governo punta a rendere strutturale l’assicurazione Inail per studenti e personale di tutte le scuole, oltre a promuovere campagne informative e laboratori per sensibilizzare i giovani alla cultura della sicurezza.

All’incontro hanno partecipato, oltre alla premier, vari membri del governo, il presidente dell’Inail Fabrizio D’Ascenzo e i leader delle principali sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Usb, Cida e altre rappresentanze del mondo del lavoro.