La nuova escalation militare russa in Ucraina e i continui incidenti legati ai droni nei Paesi Baltici spingono l’Unione Europea a rafforzare il sostegno al fianco orientale del continente. Per lanciare un segnale politico chiaro a Mosca, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha modificato la propria agenda ed è volata a Vilnius, in Lituania, incontrando i leader di Estonia, Lettonia e della stessa Lituania.

“Ogni drone russo caduto nei Paesi Baltici è un attacco all’Europa”, è il messaggio politico che Bruxelles vuole trasmettere dopo settimane di crescente tensione nell’area. Von der Leyen ha ribadito che l’Europa è “pienamente solidale e unita” con le tre ex repubbliche sovietiche e ha promesso un rafforzamento del sostegno europeo sul piano militare e della sicurezza.

La visita arriva dopo i pesanti bombardamenti russi contro civili a Kiev e dopo le minacce rivolte da Mosca alle ambasciate straniere presenti nella capitale ucraina. Nonostante l’invito del ministero degli Esteri russo a evacuare il personale diplomatico, l’Ue ha deciso di mantenere la propria rappresentante a Kiev, Katarina Mathernova, definendo “inaccettabili” le intimidazioni russe.

Bruxelles ha inoltre convocato l’incaricato d’affari russo presso l’Unione Europea, mentre circa cinquanta Stati membri dell’Nazioni Unite — tra cui l’Italia — hanno firmato una dichiarazione congiunta di condanna contro le minacce rivolte ai diplomatici presenti in Ucraina.

Secondo la Commissione europea, i raid russi rappresentano una reazione “disperata” alle difficoltà militari sul terreno e agli effetti delle sanzioni economiche occidentali. Da Mosca è arrivata una replica durissima del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev, che ha ironizzato sulla scelta europea di mantenere il personale diplomatico a Kiev.

Nel frattempo il Cremlino ha annunciato nuovi attacchi contro “centri decisionali” e infrastrutture militari ucraine, presentandoli come una rappresaglia per un attacco ucraino contro un dormitorio nella regione di Lugansk.

A preoccupare sempre di più i governi europei è anche il crescente numero di incidenti legati ai droni militari. L’uso di sistemi elettronici per deviare le traiettorie dei velivoli senza pilota ha provocato la caduta di droni sia russi sia ucraini in aree vicine ai confini baltici, alimentando timori per la sicurezza regionale.

In Lettonia le tensioni hanno avuto persino conseguenze politiche interne, contribuendo alla crisi che ha travolto il governo guidato da Evika Siliņa, criticato per la gestione della difesa nazionale.

Von der Leyen ha colto l’occasione per rilanciare il piano europeo di difesa “Readiness 2030” e il progetto “Eastern Flank Watch”, destinato a rafforzare il controllo e la sicurezza del confine orientale dell’Europa. Secondo la presidente della Commissione, quanto sta accadendo nei Baltici “non sono episodi isolati”, ma parte di una strategia russa mirata a destabilizzare l’Europa attraverso pressioni militari, attacchi ibridi, cyberattacchi e campagne di disinformazione.

La leader europea ha quindi chiesto lo sviluppo di protocolli comuni per affrontare queste nuove minacce e ha ribadito che l’Europa resta pronta a partecipare a eventuali negoziati di pace. Tuttavia, con l’attuale escalation, appare sempre più difficile immaginare un dialogo imminente tra le parti.

Von der Leyen ha evitato di commentare le indiscrezioni sui possibili mediatori europei, tra cui Mario Draghi e Angela Merkel, limitandosi a sottolineare che l’Unione Europea è disponibile a contribuire a un futuro processo diplomatico, ma senza rinunciare al sostegno all’Ucraina e alla sicurezza del fianco est europeo.