Durante la cerimonia del Giorno della Memoria al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un forte allarme contro i tentativi subdoli di negare la Shoah e le inquietanti ombre del nazi-fascismo che ancora serpeggiano nella società. Con un discorso appassionato, Mattarella ha ricordato che Auschwitz non è solo un luogo storico ma anche un monito: “La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia”.

Alla presenza delle istituzioni, tra cui la premier Giorgia Meloni e il presidente del Senato Ignazio La Russa, il capo dello Stato ha affrontato senza esitazioni il tema delle responsabilità italiane nella Shoah, sottolineando che Auschwitz fu la diretta conseguenza delle leggi razziste emanate dal regime fascista e della complicità della Repubblica di Salò nella persecuzione antiebraica. Un tema delicato, affrontato anche da Meloni, che ha definito la Shoah “un abominio condotto dal regime hitleriano” con la complicità del fascismo italiano.

Durante l’evento è stata esposta un’opera simbolica di Emilio Isgrò, basata sui decreti razzisti del 1938 voluti da Mussolini, a sottolineare l’orrore delle leggi razziali. Sul palco, Liliana Segre, sopravvissuta ai lager nazisti, ha condiviso un momento della sua esperienza: “Non raccolsi quella pistola e diventai una donna di pace”. Ha anche rivolto un appello ai giovani: “Accoglienza, studio della storia e distacco dal telefonino sono le chiavi per custodire la Memoria”.

Mattarella ha inoltre denunciato i continui attacchi razzisti contro Segre, definendoli “dolorosi e inaccettabili”, e ha chiesto un argine contro l’odio online, sottolineando che questi reati vanno perseguiti per proteggere la libertà e la giustizia.

Il presidente ha poi ribadito l’importanza della vigilanza, specialmente in tempi violenti come quelli attuali: “Mai più Auschwitz” deve essere un impegno da diffondere ovunque – nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle case. Ha ricordato che lo sterminio nazista non fu un caso, ma una macchina di morte lucidamente progettata per annientare intere comunità e culture. La Costituzione italiana, ha concluso, è nata proprio per cancellare le ideologie e le azioni del nazifascismo.

Il messaggio è chiaro: lottare contro l’odio e il negazionismo è un dovere collettivo, perché Auschwitz, come ha ricordato Mattarella, “alberga nel fondo dell’animo umano” e rappresenta una tentazione che deve essere soppressa con razionalità e memoria.