Il 25 novembre, Piazza San Giovanni a Roma è stata testimone di un concerto di protesta senza precedenti, dove il rumore delle chiavi agitate, gli slogan gridati e i tamburi hanno creato un tumulto di vita, rabbia e voce contro il silenzio che rappresenta rassegnazione e morte. In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, una marea fucsia ha invaso le strade della Capitale in risposta all’appello di “Non una di meno” nella manifestazione principale intitolata ‘Per Giulia, per tutte’.
Le manifestanti hanno dichiarato dal palco di essere 500mila, mentre in tutta Italia molte altre piazze si sono riempite per ricordare i 107 femminicidi dall’inizio dell’anno, con l’obiettivo di porre fine a questa triste realtà. La manifestazione ha rappresentato una continuazione di una lotta che si trascina da decenni, come testimoniano le voci che ricordano la presenza in piazza già nel ’76 e il senso di stagnazione che persiste.
Il Papa ha espresso la sua solidarietà scrivendo che la violenza sulle donne è una “velenosa gramigna” che affligge la società, e il presidente Sergio Mattarella ha sottolineato che la libertà delle donne è fondamentale. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato con forza che le donne sono libere e nessuno può sottrarre loro questa libertà.
Politici, sindacalisti e personaggi noti si sono uniti alla manifestazione senza bandiere, dimostrando un’unità trasversale. Tra di essi, Paola Cortellesi, Fiorella Mannoia, Noemi, Malika Ayane, Luca Zingaretti, Ferzan Ozpetec, Chiara Ferragni a Milano, e il sindaco Beppe Sala, che ha evidenziato la disparità economica, sottolineando che il 37% delle donne non possiede un conto corrente. La manifestazione ha rappresentato un’occasione per alzare la voce contro la violenza sulle donne e promuovere una società più equa e consapevole.










