Via libera al Documento programmatico di bilancio, ma la legge finanziaria potrebbe arrivare in Parlamento soltanto a novembre. Giorgetti attende le decisioni europee, mentre nella maggioranza emergono divergenze su tasse, pensioni e contributi delle banche.
ROMA – La legge di bilancio 2027 entra nella fase decisiva, ma il governo Meloni deve ancora sciogliere diversi nodi prima di definire gli interventi economici destinati a famiglie, lavoratori e imprese. Tra risorse da individuare, richieste dei partiti e trattative con Bruxelles, la quinta manovra dell’esecutivo rischia di approdare in Parlamento più tardi del previsto.
Il Consiglio dei ministri di martedì 13 ottobre ha approvato il Documento programmatico di bilancio, che dovrà essere trasmesso all’Unione europea entro il 15 ottobre. Si tratta di un passaggio preliminare fondamentale per delineare gli obiettivi economici del prossimo anno, ma il testo definitivo della finanziaria resta ancora da costruire.
A rallentare il percorso è soprattutto l’attesa delle decisioni europee sulla richiesta italiana di maggiore flessibilità nei conti pubblici, necessaria per fronteggiare le conseguenze dell’aumento dei prezzi energetici e finanziare ulteriori interventi. Il confronto dovrebbe trovare un passaggio decisivo il 9 novembre, rendendo possibile uno slittamento rispetto alla scadenza ordinaria del 20 ottobre per la presentazione del disegno di legge alle Camere.
Il Parlamento ha intanto approvato la richiesta di scostamento di bilancio presentata dall’esecutivo, aprendo la strada all’utilizzo di maggiori margini finanziari per il settore energetico e per la difesa.
La flessibilità richiesta all’Europa raggiunge complessivamente circa 28,8 miliardi di euro nel biennio 2027-2028, suddivisi tra interventi destinati a contrastare le difficoltà provocate dai costi dell’energia e risorse per gli impegni nel settore della sicurezza.
Per trasformare questi margini in provvedimenti concreti, tuttavia, sarà necessario completare l’iter autorizzativo europeo.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito la necessità di costruire una manovra sostenibile, evitando di assumere impegni finanziari prima di conoscere con certezza le risorse disponibili.
L’obiettivo del Tesoro resta quello di sostenere il potere d’acquisto degli italiani senza compromettere il percorso di consolidamento dei conti pubblici, in un contesto economico caratterizzato da pressioni inflazionistiche e da una crescita ancora fragile.
Tra le questioni più delicate figura la riduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’ipotesi di estendere fino a 60mila euro la fascia di reddito interessata dall’aliquota agevolata, inizialmente considerata una delle misure principali della prossima finanziaria, appare ora meno probabile.
L’intervento avrebbe potuto coinvolgere circa 3,3 milioni di contribuenti, ma il costo dell’operazione rischia di risultare difficilmente compatibile con le risorse attualmente disponibili.
Il possibile ridimensionamento della misura ha provocato nuove tensioni nella maggioranza. Forza Italia, attraverso il suo leader Antonio Tajani, continua a sostenere la necessità di alleggerire il carico fiscale sul ceto medio, considerandolo uno degli obiettivi prioritari della coalizione.
Il Ministero dell’Economia, invece, deve confrontarsi con un quadro finanziario nel quale ogni nuova agevolazione richiede coperture certe.
Tra le alternative allo studio emerge un sostegno più mirato ai nuclei familiari economicamente fragili. Una delle proposte riguarda la possibilità di anticipare il beneficio fiscale relativo alle spese sanitarie, permettendo ai contribuenti di usufruire delle detrazioni senza attendere la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.
Si tratta, al momento, di ipotesi ancora in discussione e non di disposizioni già approvate.
Giovani, pensioni e partite Iva: le proposte dividono gli alleati
La costruzione della manovra deve tenere conto anche delle richieste avanzate dalle diverse forze politiche che sostengono l’esecutivo.
La Lega insiste sull’ampliamento del regime fiscale agevolato per le partite Iva, con l’ipotesi di innalzare a 100mila euro il limite dei ricavi per l’accesso alla flat tax. Il partito guidato da Matteo Salvini continua inoltre a sostenere nuove possibilità di pensionamento anticipato e una riduzione del canone Rai.
Forza Italia punta invece su misure rivolte ai giovani, proponendo una fascia di esenzione fiscale per gli under 35, insieme a ulteriori interventi per alleggerire il peso delle imposte sui redditi da lavoro.
Anche Noi Moderati chiede agevolazioni per le nuove generazioni e incentivi destinati al mercato degli affitti di lunga durata, con l’obiettivo di favorire l’autonomia abitativa.
Fratelli d’Italia guarda soprattutto alla stabilizzazione delle agevolazioni sui fringe benefit, mentre il Ministero dell’Economia valuta la conferma della tassazione ridotta sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali e il rafforzamento degli incentivi agli investimenti delle imprese attraverso l’iperammortamento.
Rimane inoltre aperta la partita delle risorse per la sanità. Il ministro Orazio Schillaci ha richiamato l’attenzione sulla necessità di utilizzare in maniera efficiente i finanziamenti disponibili, ma non è ancora definita l’entità degli eventuali stanziamenti aggiuntivi.
Un altro fronte particolarmente complesso riguarda la ricerca delle coperture economiche. Secondo le ipotesi attualmente allo studio, il governo potrebbe costruire una manovra di poco superiore ai 22 miliardi di euro, combinando i margini di flessibilità previsti per il 2027 con ulteriori risorse da reperire.
Tra i settori osservati con maggiore attenzione figurano banche, compagnie assicurative e imprese energetiche.
Matteo Salvini ha indicato come possibile obiettivo un contributo di almeno 5 miliardi di euro da parte del comparto bancario e assicurativo, sostenendo la necessità di coinvolgere le realtà economiche che hanno registrato risultati particolarmente favorevoli.
Differente l’impostazione di Antonio Tajani, favorevole a una soluzione concordata con gli istituti finanziari ma contrario all’introduzione di nuove imposte sugli extraprofitti.
La questione resta aperta anche perché il settore bancario ha già richiamato gli impegni economici assunti negli accordi precedenti con il governo.
Sul tavolo del Ministero dell’Economia vengono valutate inoltre altre possibili fonti di finanziamento, dagli interventi sul settore dei giochi e dei tabacchi fino all’eventuale utilizzo di risparmi derivanti dall’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
La difficoltà principale consiste nel trasformare queste ipotesi in entrate effettive, sufficienti a sostenere le misure senza compromettere gli equilibri di bilancio.
Il percorso della finanziaria si presenta dunque più articolato del previsto. Alle richieste politiche degli alleati si aggiungono le incertezze internazionali, l’andamento dei mercati e la necessità di rispettare i vincoli europei.
Giorgetti ha più volte richiamato la maggioranza a un approccio prudente, sottolineando come il peggioramento del quadro economico internazionale imponga scelte particolarmente attente.
La priorità dichiarata dell’esecutivo rimane quella di proteggere famiglie e imprese dagli effetti del caro energia, mantenendo al tempo stesso sotto controllo il debito pubblico.
Il via libera al Documento programmatico di bilancio rappresenta quindi soltanto il primo passaggio di una trattativa ancora lunga, nella quale il governo dovrà individuare un equilibrio tra sostenibilità finanziaria e impegni politici.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere quali proposte riusciranno a trovare spazio nella legge di bilancio e quali, invece, dovranno essere ridimensionate o rinviate.
Per cittadini e imprese, intanto, resta l’incertezza sulle agevolazioni fiscali e sugli interventi di sostegno che potranno entrare effettivamente in vigore dal prossimo anno.
