Il taglio dell’Irpef e la rottamazione restano obiettivi centrali del governo, ma la prossima manovra dovrà fare i conti con priorità, vincoli internazionali e imprevisti. Lo ha ribadito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo alla festa nazionale dell’Udc, richiamando alla prudenza e al rigore: “Ogni tanto freno per garantire che la macchina arrivi sicura a destinazione”.

Il titolare del Mef ha confermato le previsioni macroeconomiche del governo, escludendo la necessità di una manovra correttiva. In vista del giudizio di Fitch sull’Italia, atteso nei prossimi giorni, Giorgetti si è detto fiducioso: “Passeremo bene l’esame, perché facciamo i compiti”.

In primo piano resta il taglio di due punti dell’Irpef (dal 35 al 33%), misura da circa 4 miliardi. Confermato anche il rinnovo della social card “Dedicata a te” per il 2025, con 500 milioni stanziati. Al vaglio nuove norme per famiglie e natalità, costruite sul modello del quoziente familiare, oltre a un possibile intervento sul fronte delle banche. “Ma serviranno due settimane per avere il quadro chiaro delle priorità”, ha precisato il ministro.

Il vicepremier Matteo Salvini ha chiesto una revisione delle regole Isee, per evitare che “i bonus vadano sempre agli stessi”, mentre dal Mimit si lavora a una nuova “Transizione 6.0” per le imprese.

Le risorse disponibili saranno definite dopo il 22 settembre, quando l’Istat diffonderà i conti economici nazionali, dati fondamentali per il Documento programmatico di finanza pubblica atteso in Parlamento entro il 2 ottobre. Sull’ipotesi di un contributo richiesto agli istituti di credito, Giorgetti ha chiarito che si tratta di una valutazione politica, mentre il vicepremier Antonio Tajani ha escluso “tasse di tipo comunista sugli extraprofitti”, aprendo invece al dialogo con le banche. Giorgetti ha infine sottolineato che la Banca centrale europea “segue il suo mandato di stabilità monetaria”, ma ha invitato a una riflessione sulla politica dei tassi in questa nuova fase economica.