
A venti giorni dalla scadenza per l’approvazione definitiva, il governo presenta un’ampia revisione della manovra economica, intervenendo su numerosi capitoli tramite un maxi-emendamento che vale complessivamente circa un miliardo di euro. Le modifiche, arrivate in serata alla Commissione Bilancio del Senato, recepiscono l’intesa raggiunta nella maggioranza e rappresentano di fatto la base del testo che approderà in Aula.
L’iter in commissione riprenderà domani, con nuovi incontri previsti nel fine settimana. Il voto potrebbe slittare a lunedì. Sul fronte degli affitti brevi, il governo fa marcia indietro: niente aumento della cedolare secca. Resta il 21% sulla prima casa e il 26% dalla seconda, ma l’attività imprenditoriale scatterà già dal terzo immobile affittato.
Cambia anche la stretta sui dividendi, che si applicherà solo alle partecipazioni sotto il 5% o dal valore entro 500 mila euro. Il gettito atteso cala drasticamente, da un miliardo a soli 33 milioni.
Per mantenere gli equilibri di bilancio, si interviene sulle banche riducendo la deducibilità delle perdite pregresse: dal 2026 la percentuale scenderà al 35% e dal 2027 al 42%, generando circa 600 milioni in due anni.
Per le assicurazioni è previsto l’aumento al 12,5% dell’aliquota sulla polizza RC auto per gli infortuni del conducente, dal 2026. addoppia inoltre la Tobin tax sulle transazioni finanziarie, che salirà allo 0,4% dal 2026.
Arriva poi la nuova “tassa sui pacchi”: 2 euro su ogni spedizione proveniente da Paesi extra UE di valore fino a 150 euro. La misura vale 112 milioni nel primo anno e 245 milioni dal 2027.
Tra gli emendamenti con impatto minore compaiono fondi per Napoli, risorse per l’Autorità garante dell’infanzia, l’ampliamento delle PA coinvolte nell’Isee precompilato, audit per le Regioni inadempienti nei LEA e rimborsi per il Comitato del bicentenario di Alessandro Volta.
L’arrivo del maxi-pacchetto non placa le polemiche. Il PD accusa il governo di aver paralizzato per un mese la Commissione Bilancio per poi dover “riscrivere un testo che non stava in piedi”. Il M5S parla di iter “confuso”, mentre AVS annuncia la partecipazione alla piazza della Cgil contro la manovra.
Nonostante il clima teso, la maggioranza resta ottimista. Il presidente del Senato Ignazio La Russa prevede il voto finale “prima del 21 dicembre”, e il ministro Luca Ciriani assicura il via libera definitivo “entro Natale”.









