
La discussione sulla legge di bilancio entra nel vivo e porta con sé nuove tensioni nella maggioranza. La Lega conferma la propria linea dura presentando una serie di emendamenti che puntano alla rottamazione extralarge e al congelamento dell’età pensionabile, con costi significativi che gravano su banche e assicurazioni. Nonostante gli inviti alla prudenza, il Carroccio si mostra determinato, anche se appare difficile che le sue proposte passino senza modifiche nel voto previsto a dicembre al Senato.
Di segno opposto la scelta di Fratelli d’Italia, che ritira l’emendamento volto a introdurre un preavviso obbligatorio di sette giorni per gli scioperi nel settore dei trasporti. Una retromarcia maturata in poche ore, dopo le critiche delle opposizioni e dei sindacati, preoccupati per un possibile attacco al diritto di sciopero. Il partito della premier Meloni annuncia che la questione verrà affrontata più avanti con un disegno di legge dedicato.
Intanto la macchina della manovra procede verso un nuovo vertice con Giorgia Meloni, previsto per giovedì, per valutare quali modifiche potranno essere condivise. Dei quasi seimila emendamenti presentati, solo una piccola parte — 414, di cui 238 della maggioranza — sarà considerata prioritaria.
La Lega punta a inserire tra le proprie misure identitarie l’estensione della rottamazione quinquies ai contribuenti decaduti dalla precedente quater, con una riduzione degli interessi per i pagamenti rateali. Una proposta dal costo di 365 milioni, difficile da coprire. Molto più oneroso — quasi 600 milioni — un secondo emendamento sulla rottamazione, destinato però a essere accantonato, anche per via di un refuso che ne comprometterebbe l’efficacia.
Sul fronte pensioni, il partito di Salvini chiede di bloccare l’aumento dell’età pensionabile fino al 2028, finanziando la misura con un incremento dell’Irap per gli intermediari finanziari, riaprendo così un delicato equilibrio con il settore. La Lega rilancia poi su Opzione Donna, Quota 103, flat tax per i giovani e affitti brevi.
Proprio sugli affitti brevi si registra un fronte comune con Forza Italia, contraria — come la Lega — all’aumento al 26% della cedolare secca per chi utilizza piattaforme online. La maggioranza valuta compromessi, tra cui un possibile abbassamento dell’aliquota al 23%.
La trattativa prosegue, mentre la manovra continua a rappresentare un terreno di confronto acceso tra i partiti che sostengono il governo.









