Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lanciato un forte monito contro la minaccia nucleare nel corso della sua visita a Hiroshima, città simbolo della distruzione atomica del 1945. Mattarella ha denunciato il rischio di un “processo di sdoganamento” dell’uso di ordigni nucleari “limitati” nei conflitti territoriali, con espliciti riferimenti alla Russia e alla sua retorica sull’uso dell’atomica nella guerra in Ucraina.

“La Russia si è fatta promotrice di una pericolosa narrativa nucleare”, ha dichiarato il presidente, evidenziando come le minacce di Mosca, il blocco del Trattato di Non Proliferazione e il ritiro dal divieto totale di esperimenti nucleari stiano minando l’architettura del disarmo globale. Mattarella ha sottolineato che, per la prima volta dopo 80 anni, viene infranto un tabù, con il rischio di una normalizzazione dell’uso delle armi nucleari.

Durante la sua visita al Memoriale della Pace, il capo dello Stato ha incontrato gli Hibakusha, i sopravvissuti alla bomba atomica, raccogliendo le loro testimonianze. “La vostra memoria è un dono inestimabile”, ha detto, commosso, ascoltando i racconti dell’orrore vissuto nell’agosto del 1945.

Mattarella ha ribadito la ferma condanna dell’Italia verso qualsiasi tentativo di rendere accettabile l’uso di ordigni atomici e ha chiesto un’azione politica globale per contrastare questa pericolosa deriva. “Serve un’azione condivisa che coinvolga tutte le potenze nucleari”, ha concluso, sottolineando l’urgenza di una riflessione internazionale su questo tema cruciale per il futuro dell’umanità.