Una visita nel segno della memoria e dell’impegno contro la criminalità organizzata. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata a Palermo, dove ha ribadito la determinazione del Governo nel contrasto alla mafia, all’indomani dell’operazione della Direzione distrettuale antimafia che ha portato all’arresto di 22 presunti estorsori.
La giornata è iniziata alla Stele di Capaci, luogo simbolo della strage del 23 maggio 1992 in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Successivamente, insieme al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, Meloni ha partecipato in Prefettura al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Nel corso dell’incontro, la premier ha annunciato l’avvio di un piano straordinario di controllo del territorio per contrastare l’escalation criminale che negli ultimi mesi ha colpito il capoluogo siciliano con numerosi attentati intimidatori ai danni di commercianti e imprenditori. L’obiettivo è rafforzare la presenza dello Stato soprattutto nei quartieri più esposti al rischio, come lo Zen, attraverso un maggiore impiego delle forze di polizia e, se necessario, anche dei militari. Il Governo, ha assicurato Meloni, è pronto a intervenire anche sul piano normativo per potenziare gli strumenti di sicurezza.
“Chi pensa di terrorizzare Palermo e chi lavora onestamente troverà davanti a sé uno Stato determinato, capace di agire e colpire”, ha dichiarato la presidente del Consiglio, sottolineando la volontà di non arretrare nella lotta alla criminalità organizzata.
La visita si è conclusa al Museo del Presente Falcone e Borsellino, dove è stata svelata la Fiat Croma blindata sulla quale viaggiavano Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e l’autista Giuseppe Costanza il giorno dell’attentato di Capaci. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, Maria Falcone e i figli del giudice Paolo Borsellino.
Davanti ai resti dell’auto, Meloni ha ricordato Falcone e Morvillo come persone comuni che, nel momento decisivo, scelsero di stare dalla parte della legalità. “Gli eroi non sono individui con poteri straordinari, ma persone che hanno saputo scegliere la strada giusta”, ha affermato, sottolineando come il loro esempio continui a rappresentare un punto di riferimento per il Paese.
La premier ha infine ribadito l’impegno del Governo a proseguire nella lotta alle mafie attraverso interventi concreti: dal sostegno ai testimoni di giustizia alla tutela dei minori sottraendoli ai contesti criminali, fino al mantenimento del regime di 41-bis per i boss mafiosi e alla ricerca della piena verità sulle stragi che hanno segnato la storia italiana.










