In un clima di crescente tensione internazionale per gli attacchi iraniani alle basi americane in Medio Oriente, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene alla Camera per delineare la posizione dell’Italia in vista del prossimo Consiglio europeo. Con tono serio e volto teso, Meloni ribadisce l’impegno dell’Italia a favore della diplomazia, ma difende con forza anche la necessità di rafforzare la difesa nazionale.

Il discorso si apre con l’appello all’unità e la volontà di mantenere aperto un dialogo con le opposizioni, in particolare con Elly Schlein, riallacciato dopo i raid statunitensi contro l’Iran. Meloni riconosce che questi attacchi hanno aggravato la crisi tra Teheran e Israele e sottolinea che, al momento, l’Italia non è coinvolta militarmente e non ha ricevuto alcuna richiesta di utilizzo delle basi militari sul suo territorio. Tuttavia, assicura che, qualora una simile richiesta arrivasse, sarebbe necessario un passaggio parlamentare, contrariamente a quanto avvenuto in passato.

La premier afferma con decisione che l’Italia non sarà una nazione “subalterna” agli Stati Uniti e respinge l’accusa di piegarsi agli interessi stranieri, rivendicando con orgoglio il suo ruolo di guida di un paese “che conta”. Anche sulla crisi in Medio Oriente, riconosce la drammaticità della situazione a Gaza, definendo le azioni di Israele “inaccettabili”, ma le opposizioni, guidate da Schlein e Conte, chiedono un impegno più netto: vogliono la garanzia che l’Italia non entrerà nel conflitto.

Uno dei nodi principali rimane quello delle spese militari, con il governo intenzionato a rispettare i nuovi target NATO (3,5% del PIL per la difesa e 1,5% per la sicurezza). Una scelta che non entusiasma tutti gli alleati, in particolare la Lega. Meloni giustifica però l’adesione con un richiamo a Margaret Thatcher e sottolinea che i tempi sono stati allungati fino al 2035, come parte di una trattativa con gli alleati.

In Aula, il governo mostra apertura anche su alcune proposte delle opposizioni: viene accolto, ad esempio, l’impegno proposto da Azione per rilanciare il negoziato con l’Iran. Tuttavia, permangono forti differenze su altri fronti, come la proposta del M5S di riaprire la collaborazione energetica con la Russia.

Infine, Meloni rivolge un messaggio all’Europa, ribadendo la necessità di rendere il Patto di stabilità compatibile con le nuove spese per la difesa, chiedendo che non ci siano disparità di trattamento nei confronti dei paesi – come l’Italia – già in procedura per deficit eccessivo.

In un momento delicato per la sicurezza internazionale, la premier cerca di bilanciare fermezza e diplomazia, riaffermando la volontà dell’Italia di non farsi trascinare in una nuova guerra, ma anche di non farsi trovare impreparata.