La premier Giorgia Meloni ha lanciato un messaggio chiaro a opposizioni, alleati ed elettori, ribadendo che, nonostante le difficoltà e i presunti tentativi di destabilizzare il governo, il sostegno popolare resta solido. Sui social, ha citato un sondaggio Supermedia Youtrend che posiziona Fratelli d’Italia al 30,1%, con un aumento dello 0,5% dal 16 gennaio.
Nel frattempo, lo scontro con la magistratura si intensifica, soprattutto dopo il caso Almasri, che ha visto l’iscrizione nel registro degli indagati della stessa premier e di alcuni membri del governo, tra cui il sottosegretario Alfredo Mantovano e i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi. Meloni ha confermato di aver informato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella della vicenda prima di rendere pubblica la notizia sui social.
Il silenzio del Quirinale su questa complessa vicenda politica e giudiziaria continua a essere notato, mentre la maggioranza critica apertamente il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, accusandolo di rapidità nell’iscrivere i membri del governo nel registro degli indagati ma di lentezza in altre indagini, come quella sulla gestione dell’emergenza Covid. Il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan, ha rilanciato l’idea di eliminare l’obbligatorietà dell’azione penale, precisando in seguito che il riferimento era solo al concetto di “atto dovuto”.
Parallelamente, il governo è coinvolto in un altro fronte aperto con la Corte penale internazionale sulla questione del mandato d’arresto del generale libico Almasri. La tempistica di esecuzione del provvedimento viene contestata dall’esecutivo, mentre la Commissione europea ha ricordato agli Stati membri l’obbligo di cooperare con la Corte.
Sul piano politico, l’opposizione continua a chiedere chiarezza, con la richiesta che un rappresentante del governo riferisca in Parlamento sul caso Almasri. L’ex ministro Clemente Mastella suggerisce l’imposizione del segreto di Stato sulla vicenda, ipotesi che per ora Palazzo Chigi non ha adottato. Nel frattempo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha negato che ci siano stati ritardi nella gestione della situazione, rispondendo alle accuse dell’opposizione secondo cui il governo avrebbe avuto 48 ore per intervenire prima del rimpatrio del generale libico.
L’evoluzione della situazione politica e giudiziaria resta incerta, ma il messaggio di Meloni è chiaro: il governo va avanti “a testa alta”, forte del sostegno popolare confermato dai sondaggi.










