La premier Giorgia Meloni conclude la sua missione di tre giorni nel Golfo, difendendo i risultati raggiunti contro le accuse di incoerenza sollevate dalle opposizioni. La visita, che ha incluso tappe in Arabia Saudita e Bahrein, ha visto la firma di accordi strategici in settori chiave come energia, difesa e relazioni con l’Africa.
Nonostante le critiche per il cambio di tono rispetto al passato – sottolineato da video virali che confrontano le sue posizioni critiche del 2019 sulla monarchia saudita con le immagini della recente visita – Meloni respinge le accuse. “Non c’è contraddizione tra ciò che dicevo ieri e ciò che faccio oggi”, afferma, precisando che le sue obiezioni riguardavano attività di proselitismo in Europa, tema non legato agli accordi appena siglati.
Durante l’incontro con il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, sono stati raggiunti accordi per quasi 10 miliardi di euro. La premier ha descritto la visita come “una fase nuova” nelle relazioni tra Italia e Arabia Saudita, evidenziando il ruolo strategico del Paese non solo in Medio Oriente, ma anche nel Mediterraneo allargato. La collaborazione con l’Arabia Saudita, inoltre, è vista come un tassello importante per la realizzazione del Piano Mattei per l’Africa.
Nel Bahrein, Meloni ha incontrato il re Hamad bin Isa Al Khalifa, discutendo di migrazioni, investimenti e dialogo interreligioso. La premier ha anche dato il suo sostegno all’ingresso saudita nel Gcap (alleanza per i caccia di ultima generazione tra Italia, Regno Unito e Giappone), pur definendolo un processo “non immediato”.
Meloni ha evitato di sbilanciarsi sulla proposta avanzata da Donald Trump di trasferire i palestinesi in Egitto e Giordania, sottolineando l’importanza del coinvolgimento degli attori regionali nella gestione dei rifugiati.
Con la missione, il governo punta a rafforzare l’influenza italiana nella regione e a consolidare il dialogo con gli Stati Uniti, ribadendo la necessità di “dialogo ed equilibrio” per affrontare le nuove sfide economiche globali, inclusa la possibile introduzione di dazi da parte di Washington. Per Meloni, i “risultati concreti” ottenuti in Arabia Saudita rappresentano la migliore risposta alle critiche, rafforzando il ruolo dell’Italia sulla scena internazionale.










