Con le dimissioni di Raffaele Fitto, nuovo commissario europeo alla Coesione e alle Riforme, il governo guidato da Giorgia Meloni è chiamato a individuare il successore che gestirà i delicati dossier di Pnrr, Coesione, Sud e Affari europei. La premier, secondo fonti vicine al Palazzo Chigi, sarebbe orientata a mantenere un’unica figura per tutte le deleghe, senza dividere i compiti, e la decisione potrebbe arrivare già entro la prossima settimana, forse lunedì.

Fitto, che ha descritto il suo incarico di ministro come un’esperienza “intensa ed entusiasmante”, lascia un vuoto difficile da colmare. La complessità dei dossier e la necessità di una gestione coordinata hanno portato alla riflessione su un possibile spacchettamento delle deleghe, ma questa soluzione sembra essere stata accantonata per preservare la continuità operativa.
Tra i nomi circolati per il nuovo ministro si trovano Elisabetta Belloni, Giulio Terzi di Sant’Agata ed Edmondo Cirielli, ma gli ultimi rumors li escludono dalla corsa. La scelta, come sottolineano membri della maggioranza, sarà esclusivamente nelle mani di Meloni, che potrebbe adottare una strategia simile al cambio al vertice del Ministero della Cultura, dove il passaggio tra Sangiuliano e Giuli fu deciso a sorpresa.
Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha dichiarato fiducia nella capacità della premier di fare “l’interesse dell’Italia”, pur non escludendo che “l’energia politica pronta” potrebbe trovarsi tra i parlamentari. Intanto, Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, si è tirato fuori da ogni ipotesi di candidatura, negando che vi siano state pressioni o rivendicazioni da parte degli alleati per le deleghe di Fitto.
Nonostante le ipotesi e le schermaglie politiche, sembra ormai chiaro che il successore di Fitto sarà espressione di Fratelli d’Italia, il partito della premier. Questo per garantire coerenza e controllo sui temi strategici per il governo.

Con una decisione attesa a breve, la sfida sarà trovare un profilo capace di raccogliere l’eredità politica di Fitto e affrontare le sfide legate ai fondi europei e alle riforme strutturali per il Sud e l’Italia intera.