Milano ha vissuto una delle giornate più violente degli ultimi dieci anni, con scontri che hanno ricordato il corteo No Expo del 2015. Al termine della manifestazione pro Gaza, organizzata dai sindacati di base e partita pacificamente da Cadorna con migliaia di partecipanti, la situazione è degenerata all’arrivo in Stazione Centrale.

Un gruppo di manifestanti violenti, alcuni incappucciati, ha tentato di assaltare lo scalo ferroviario utilizzando transenne, cestini e bastoni per infrangere le vetrate e lanciando oggetti contro le forze dell’ordine. Scene di panico tra i passeggeri, mentre i poliziotti rispondevano con lacrimogeni e cariche. Via Vittor Pisani è stata teatro di duri scontri per oltre due ore, con cassonetti, cubetti di porfido e persino biciclette usati come armi.

Il bilancio è pesante: circa 60 agenti feriti, di cui 23 ricoverati, e otto manifestanti portati in Questura. Ingenti i danni all’ingresso della stazione, mentre la circolazione ferroviaria ha subito forti ritardi.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito le immagini “indegne” e “senza alcun legame con la solidarietà per Gaza”. Condanna bipartisan anche dal sindaco Giuseppe Sala, che ha parlato di “vandalismo ingiustificabile” e ha chiesto l’identificazione rapida dei responsabili.

Tensioni si sono registrate anche in altre città: a Torino e Napoli i cortei sono arrivati sui binari, mentre a Bologna quattro persone sono state arrestate e a Marghera la polizia ha disperso i manifestanti con gli idranti. A Brescia, in serata, scontri tra manifestanti e agenti hanno portato a cariche e lancio di lacrimogeni.

La Digos e la scientifica stanno analizzando i filmati per individuare i responsabili delle violenze, che hanno oscurato la dimensione pacifica della maggior parte delle manifestazioni in Italia a sostegno della popolazione di Gaza.