Il Ministero della Salute ha annunciato la creazione di una task force dedicata alle malattie infettive, con particolare attenzione all’epidemia di origine sconosciuta che sta colpendo il Congo. La decisione è emersa durante una riunione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), alla luce di un caso sospetto segnalato a Lucca.

Un cinquantenne, recentemente rientrato dal Congo, è stato ricoverato all’ospedale San Luca di Lucca con febbre e anemia, sintomi compatibili con la malattia che ha già causato oltre 70 morti nella regione congolese di Panzi. Il paziente, dimesso e attualmente in buone condizioni, è stato sottoposto a ulteriori accertamenti per precauzione. Campioni di sangue sono stati prelevati dai NAS e inviati all’ISS per analisi approfondite.
Il virus non ancora identificato ha provocato sintomi quali febbre, mal di testa, tosse, difficoltà respiratorie e anemia. L’epidemia, attiva da oltre 40 giorni, ha registrato 27 decessi confermati in strutture sanitarie e altri 44 nei villaggi limitrofi, molti legati alla mancanza di cure mediche. Con un tasso di mortalità dell’8%, la situazione desta preoccupazione ma non allarme globale.
Secondo gli infettivologi, la malattia potrebbe trattarsi di una febbre emorragica, come Ebola o Congo-Crimea, o di una nuova variante virale. L’area equatoriale del Congo, caratterizzata da alta biodiversità, è un terreno fertile per il fenomeno dello “spillover”, ovvero il passaggio di patogeni dagli animali all’uomo.
La nuova task force, composta da esperti del Ministero della Salute, AIFA e ISS, avrà il compito di monitorare la situazione, coordinare le Regioni e fornire indicazioni operative in caso di sviluppi. L’iniziativa punta a garantire massima vigilanza senza creare inutili allarmismi.

La comunità scientifica internazionale rimane impegnata nell’identificazione del virus, fondamentale per contenere l’epidemia e prevenire ulteriori diffusioni.