Una ventina d’anni fa un editore chiese ai suoi di movimentare il quadro della mappa del potere della sanità. Voleva colpire, stimolare, premiare i Dg della sanità di quel momento nella sua regione. L’idea del “borsino” era sua, dava direttamente le indicazioni, fu un successo per tutti, tranne per i manager che non funzionavano, naturalmente. Quando abbiamo mutuato l’idea, un decennio fa, avevamo ( e conserviamo tuttora), obiettivi diversi. Volevamo essere d’aiuto al sistema, in tutta libertà intellettuale, di pensiero, di opinione. Se questa pagina è la più letta, fotocopiata e discussa del nostro giornale un motivo ci sarà. Tra lodi e proteste (vibranti) siamo in pareggio, e questo è un grosso risultato. Lo ripetiamo spesso, il chi sale e chi scende è frutto di un distillato di informazioni di corridoio, di notizie rubate dietro le quinte, di sensazioni, e di news drenate da un mercato enorme. Spesso arriviamo prima degli uffici stampa a dare l’informazione ai Dg. E sono grosse soddisfazioni. Detto questo e tenendoci ben distanti da quello che diligentemente offrono i media sul mercato proseguiamo il nostro lavoro. E’ passato un altro anno e siamo ancora qui a raccontare. Non è cosa da poco. Abbiamo lasciato per strada amici e nemici, critici e avversari. Loro si sono persi, noi siamo ancora qui a documentare, come quei complessi anni Sessanta che pur cambiando parte della squadra sono ancora sul palcoscenico – con lo stesso stile e lo stesso imprinting a presentare la loro musica. Perdonate se abbiamo esagerato, è la riflessione di fine anno, deve reggere fino al 2026.
Chiudiamo con due battute sulla squadra di ROCCA. Tre Dg donne meritano in questo momento il podio. Ma Livio De Angelis, Giuseppe Quintavalle, Angelo Aliquò, sono ancora quelli che corrono di più . Aggiungiamo Cristrina Matranga.Francesco Amato, Narciso Mostarda, Laura Figorilli. Per gli altri c’è tempo.