La Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC) ha inflitto a TikTok una sanzione di 530 milioni di euro per il trasferimento illecito di dati personali di utenti europei verso la Cina. Si tratta della terza multa più alta mai comminata in Europa per violazione del GDPR, dopo quelle a Meta e Amazon.

Secondo la DPC, TikTok avrebbe violato la normativa sulla protezione dei dati dell’UE non garantendo che i dati trasferiti ricevessero un livello di tutela equivalente a quello europeo. Il personale cinese della piattaforma aveva accesso remoto a dati di utenti dello Spazio Economico Europeo (SEE), senza che l’azienda avesse effettuato valutazioni di rischio adeguate o messo in atto tutele sufficienti contro il potenziale accesso da parte delle autorità cinesi.

Le indagini hanno inoltre rivelato che TikTok avrebbe fornito informazioni errate, affermando di non archiviare dati degli utenti SEE in Cina, salvo poi ammettere – nell’aprile 2025 – che una parte limitata di dati era stata effettivamente conservata su server cinesi.

L’autorità irlandese sta ora valutando ulteriori azioni regolatorie in collaborazione con le altre autorità europee.

TikTok si è dichiarata “delusa” dal provvedimento e ha annunciato ricorso. L’azienda sostiene che la decisione non tenga conto delle misure introdotte con il “Progetto Clover”, avviato nel 2023, che prevede investimenti per 12 miliardi di euro in sicurezza dei dati, inclusi sistemi di crittografia avanzati e controlli indipendenti.

La piattaforma afferma di operare nel rispetto delle Clausole Contrattuali Tipo (SCC), utilizzate da migliaia di aziende per trasferimenti di dati fuori dall’UE, e di non aver mai ricevuto né accettato richieste da parte delle autorità cinesi per l’accesso a dati europei.

TikTok rivendica infine trasparenza e rispetto delle regole europee, sottolineando l’importanza della sua community nel continente, che oggi conta oltre 175 milioni di utenti.