Sono riprese questa mattina le ricerche dei migranti dispersi dopo il doppio naufragio avvenuto mercoledì a sud di Lampedusa, in cui hanno perso la vita 27 persone, tra cui una neonata. L’area di perlustrazione è stata ampliata e le operazioni proseguiranno fino a domenica mattina. Secondo le testimonianze raccolte, sui due barconi partiti dalla Libia viaggiavano tra 100 e 110 persone: all’appello mancherebbero ancora da 13 a 23 migranti. Due corpi sono rimasti intrappolati nello scafo affondato.
Nonostante la tragedia, continuano gli arrivi: nella notte la Guardia Costiera ha effettuato cinque salvataggi portando a Lampedusa 202 persone. Nell’hotspot dell’isola si trovano attualmente 269 migranti, alcuni con problemi di salute come ipotermia, scabbia, ferite e fratture.
Nelle prossime ore inizierà il riconoscimento delle vittime: ai superstiti verranno mostrate le foto dei 23 cadaveri recuperati (13 uomini, 7 donne e 3 minori) per identificare eventuali familiari o compagni di viaggio. Tutti i corpi, privi di segni di violenza, saranno sepolti dopo il via libera della procura.
Luca Casarini, capo missione di Mediterranea Saving Humans, ha accusato il governo di non aver fatto abbastanza per prevenire la tragedia, chiedendo un piano di soccorso coordinato con le navi civili e criticando la politica di respingimento che, a suo avviso, incentiva l’omissione di soccorso.










