Durante una cerimonia commemorativa del 7 ottobre, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha ribadito la volontà di continuare il conflitto contro Hamas fino a quando la sicurezza di Israele e il rilascio degli ostaggi trattenuti a Gaza non saranno garantiti. Secondo Netanyahu, il 7 ottobre rappresenterà per le generazioni future il simbolo della determinazione e della forza di Israele.

Nel corso della giornata, Hamas ha lanciato diversi razzi su Israele, un chiaro segnale di sfida. Nel frattempo, anche Hezbollah, dal Libano, ha intensificato gli attacchi, definendo Israele una “entità cancerosa” da eliminare. Altri attacchi sono arrivati dallo Yemen, con un missile diretto su Tel Aviv.

Netanyahu ha richiesto che la campagna militare in corso venga ribattezzata “Guerra della rinascita”, sottolineando che la lotta contro i nemici, incluso l’Iran, è essenziale per garantire il futuro e la sicurezza del Paese. Il governo ha commemorato le vittime del 7 ottobre con un minuto di silenzio e la visione di filmati delle atrocità commesse da Hamas, mentre il Forum delle famiglie ha chiesto che il ritorno degli ostaggi resti una priorità.

Nel contesto internazionale, gli Stati Uniti, pur non sostenendo un cessate il fuoco unilaterale da parte di Israele, spingono per un accordo che includa il rilascio degli ostaggi.

Le operazioni militari israeliane contro Hamas e Hezbollah sono proseguite senza sosta, con attacchi aerei su obiettivi di Hezbollah in Libano. Nonostante le minacce, inclusa una potenziale revisione della politica nucleare iraniana, Israele continua la sua offensiva per proteggere la propria sicurezza.