Una palazzina di tre piani è crollata nel quartiere Sante Croci di Niscemi, una delle zone più fragili del paese, costruita lungo il costone che da anni mostra segni evidenti di instabilità. L’edificio si trovava a pochi metri dal luogo diventato simbolo dell’emergenza, quello dell’auto rimasta in bilico sul precipizio.
Da oltre 48 ore sul territorio piove ininterrottamente e l’acqua ha aggravato una situazione già critica. Gli edifici adiacenti alla palazzina crollata, anch’essi sospesi sul costone, appaiono gravemente lesionati. Dall’alto sono visibili stanze squarciate, mobili ed elettrodomestici rimasti appesi nel vuoto, insieme a oggetti personali e fotografie di famiglie, anche con bambini. Le abitazioni, lentamente, si sgretolano fino al cedimento definitivo.
In seguito all’emergenza, il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha firmato un’ordinanza che prevede i primi interventi urgenti. Il provvedimento stabilisce l’avvio di un’analisi del rischio idrogeologico dell’area, indagini geognostiche e geotecniche, il monitoraggio strumentale del terreno e l’istituzione di un sistema di sorveglianza per accertare le cause del dissesto.
Sulla vicenda è intervenuta anche la magistratura: la Procura di Gela ha aperto un fascicolo per disastro colposo, per fare luce sulle responsabilità e sulle condizioni che hanno portato al crollo.
Intanto, la Prefettura di Caltanissetta ha annunciato che lunedì le scuole di Niscemi riapriranno regolarmente. Gli studenti dei due istituti dichiarati inagibili a causa della frana saranno temporaneamente ospitati in altri plessi scolastici. La decisione è stata presa durante una riunione del Centro di coordinamento soccorsi, che ha riorganizzato le attività necessarie per garantire la ripresa delle lezioni in sicurezza.
L’emergenza a Niscemi resta alta, mentre si attende l’esito delle verifiche tecniche e degli interventi di messa in sicurezza del territorio.










