Una significativa riduzione del peso corporeo, fino al 32%, è oggi possibile per i pazienti obesi grazie a una nuova combinazione terapeutica sperimentata per la prima volta al mondo al Policlinico Gemelli di Roma. La tecnica unisce la gastroplastica verticale endoscopica con l’ablazione termica del fondo dello stomaco, parte ricca di cellule che producono la ghrelina, noto come “ormone della fame”.

L’innovazione principale risiede nell’utilizzo della sonda di ultima generazione Moviva, che consente un’ablazione più rapida e su una superficie più ampia di mucosa gastrica. Il primo intervento con questo strumento è stato eseguito su una donna di 40 anni con indice di massa corporea (BMI) pari a 38.

Come spiega il dottor Ivo Boskoski, dirigente medico presso l’Unità operativa di endoscopia digestiva chirurgica della Fondazione Gemelli, la gastroplastica endoscopica riduce il volume dello stomaco mediante una sorta di “cucitura” interna, rallentando lo svuotamento gastrico e inducendo un senso di sazietà. Con questa tecnica, usata al Gemelli fin dal 2013, si ottiene una riduzione del peso tra il 14% e il 20%.

L’integrazione dell’ablazione termica della mucosa del fondo gastrico, invece, permette di potenziare drasticamente i risultati. Distruggendo le cellule che producono ghrelina tramite argon plasma, e favorendo la rigenerazione di una mucosa sana, la perdita di peso arriva a -28% del BMI a 12 mesi e fino a -32% a 18 mesi.

Questi sono i dati preliminari di uno studio ancora in corso, che coinvolge oltre 20 pazienti, e i cui risultati definitivi saranno pubblicati entro la fine del 2025. La nuova procedura si presenta come una valida alternativa mini-invasiva alla chirurgia bariatrica, con tempi ridotti (25-30 minuti) e promettenti benefici sul trattamento dell’obesità grave.