In Italia, il divario occupazionale tra uomini e donne resta significativo e, al ritmo attuale, ci vorranno 29 anni per raggiungere la parità. Secondo il rapporto “A buon diritto”, presentato alla Camera con il sostegno della Chiesa Valdese, nel 2023 il tasso di occupazione maschile era del 70,7%, mentre quello femminile si fermava al 53%. Negli ultimi dieci anni, l’occupazione femminile è cresciuta del 9,7% contro l’8,8% di quella maschile, ma il progresso resta insufficiente per colmare il gap in tempi brevi.
Il rapporto evidenzia anche un divario generazionale nel mercato del lavoro: gli occupati sotto i 34 anni sono aumentati del 4% in dieci anni, contro l’8,9% degli adulti oltre questa soglia. La forza lavoro italiana si sta progressivamente invecchiando, mentre il numero di lavoratori stranieri è cresciuto di circa 40.000 unità negli ultimi cinque anni.
Il rapporto affronta anche altre criticità, come il sovraffollamento carcerario e i ritardi nell’implementazione dei fondi PNRR per gli asili nido e le scuole per l’infanzia, utilizzati solo al 25%. Nel 2023, nonostante una riduzione dei reati (-5,5%), la popolazione carceraria è aumentata a causa dell’ampliamento delle fattispecie penali e dell’inasprimento delle leggi.
Nel settore scolastico, il rapporto denuncia un’accelerazione nella collaborazione tra scuola ed esercito, evidenziando protocolli di alternanza scuola-lavoro che coinvolgono industrie belliche e iniziative militari, spesso rivolte anche ai più piccoli. Questo trend viene interpretato come un segnale di una crescente spinta bellicista nel contesto politico attuale.
Il rapporto sottolinea il generale arretramento dei diritti e delle garanzie in Italia, aggravato dai due anni di governo Meloni. Nicola Fratoianni (SI) e altri rappresentanti politici hanno evidenziato la trasformazione dei diritti in concessioni, criticando in particolare il ddl sicurezza in esame al Senato per il suo approccio punitivo anziché preventivo.
Nonostante piccoli progressi in alcuni ambiti, l’Italia rimane indietro su molte questioni chiave di diritti, uguaglianza e sviluppo sociale.










