Secondo i dati Istat sul secondo trimestre 2025, l’occupazione in Italia resta stabile rispetto ai tre mesi precedenti ma registra un aumento di 226mila unità su base annua, trainato soprattutto dal Mezzogiorno, dove per la prima volta dall’inizio delle serie storiche (2004) il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni ha superato il 50%, attestandosi al 50,1%.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha esultato sui social definendo il risultato «il numero di occupati nel Mezzogiorno più alto mai registrato dal 2004», rivendicando le politiche di investimento in lavoro, infrastrutture e merito al posto dell’assistenzialismo. Anche la ministra del Lavoro Marina Calderone ha parlato di «risultato importante» e ha ribadito l’impegno a favorire l’occupazione stabile, soprattutto per giovani e donne.

Il mercato del lavoro italiano continua a invecchiare: gli over 50 superano per la prima volta i 10 milioni di occupati, rappresentando quasi il 42% del totale. Gli under 35, invece, sono solo 5,3 milioni, in calo sia rispetto al 2024 (-61mila) sia rispetto al 2004 (-2,4 milioni). Il tasso di occupazione giovanile è sceso in 21 anni dal 52,4% al 44,3%, mentre quello dei 50-64enni è salito dal 42,4% al 66,4%.

L’industria in senso stretto è tornata ai livelli del 2008 con 4,8 milioni di occupati. A livello territoriale, la crescita maggiore è stata registrata al Sud (+96mila), seguita dal Nord (+89mila) e dal Centro (+43mila).

Il tasso di disoccupazione si conferma al 6,3%, in lieve calo rispetto a un anno fa (-0,1 punti), con 1,62 milioni di disoccupati (-82mila). Prosegue anche la diminuzione degli inattivi (12,3 milioni), con un tasso di inattività al 33%. Le donne occupate sono oltre 10,2 milioni, con un tasso al 53,7%, mentre quello maschile è al 71,5%.

Nel complesso, gli occupati in Italia hanno raggiunto quota 24,1 milioni, un livello record dall’inizio delle serie storiche.