Una folla oceanica, oltre 200 mila persone secondo gli organizzatori, ha marciato da Perugia ad Assisi nella storica Marcia della pace, tornata a mobilitare il Paese come non accadeva dal 2001. Sotto lo slogan “Imagine all the people”, un fiume colorato di bandiere – dell’arcobaleno, della Palestina, d’Israele e anche il tricolore italiano – ha attraversato l’Umbria portando un unico messaggio: “non contro qualcuno, ma per la pace, la giustizia e i diritti”.
Dal palco della Rocca di Assisi, il coordinatore della marcia Flavio Lotti ha sottolineato: “Non chiamatela marcia per la pace: è una marcia per la giustizia, per la legalità e per il diritto”. A simboleggiare l’unità, le bandiere di Israele e Palestina, di Russia e Ucraina annodate insieme, sventolate nella piazza Inferiore di San Francesco, evocato più volte come figura di dialogo e fraternità.
Alla manifestazione è arrivato anche il messaggio di Papa Francesco, che ha benedetto i partecipanti e auspicato che “l’impegno per la pace sostenga soluzioni rispettose dei diritti di ciascuno, perché all’odio subentri l’amore e all’offesa il perdono”.
Per la prima volta dopo anni, alla Marcia hanno partecipato anche leader politici nazionali: la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5S Giuseppe Conte, e i co-portavoce di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, insieme alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e ai sindaci di Perugia, Assisi e Betlemme.
Ma i veri protagonisti sono stati i cittadini, arrivati da tutta Italia: scuole, famiglie, associazioni, lavoratori e studenti. Sui cartelli, messaggi semplici ma potenti: “Non c’è via per la pace, la pace è la via”, “Siamo umanità”, “Fa’ silenzio quando i bambini dormono, non quando muoiono”.
Ventitré anni dopo la marcia del 2001, nata all’indomani dell’invasione dell’Afghanistan, la Perugia–Assisi torna a essere un simbolo di speranza e unità, ricordando che – come ha detto Lotti – “non esiste una guerra giusta: se vuoi la pace, prepara la pace”.










